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Corriere della Sera, 31 agosto 2024

Il progetto dell’Associazione dei familiari delle vittime della strada si chiama “Ruote ferme, pedoni salvi” e dopo Torino, Chieti, Udine e Milano arriva nella Capitale. Da condannati per reati stradali a guardiani degli incroci pericolosi. È quanto prevede un progetto dall’Associazione familiari vittime delle strade realizzato in collaborazione con le istituzioni e che a breve prenderà vita anche a Roma.

Ruote ferme, pedoni salvi - Il triste bollettino dei morti sulle strade, aggiornato al 29 agosto, contava ben 105 morti, tra la Capitale e provincia. Quasi la metà delle vittime sono pedoni. È una strage che purtroppo non sembra fermarsi e che spesso miete vittime molto giovani, come Camilla Cecconi, la 21enne investita e uccisa qualche giorno fa sulle strisce pedonali a Palestrina mentre andava a messa. Dopo di lei sono decedute altre due donne: Bianca Rosa Corradini, 54 anni, travolta da una moto il 13 agosto mentre attraversava via di Casal dei Pazzi, e Luciana Gasperini, 83 anni, investita sulle strisce da un’auto più di tre mesi fa in via delle Sette Chiese.

Il progetto - Per porre un freno a questa mattanza è nato il progetto “Ruote ferme, pedoni salvi”, che dopo Torino è stato attivato anche in altre città come Arezzo, Chieti, Udine e Milano. Gli incroci considerati pericolosi verranno presidiati da degli assistenti pedonali “speciali”: persone sottoposte a misure alternative per reati di violazione del Codice della Strada. Non si tratta solo di soggetti coinvolti in incidenti di lieve entità, ma anche di chi ad esempio guidava in stato di ebrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti. Come riporta Il Messaggero l’Associazione familiari vittime delle strade sta a lavorando al protocollo insieme alle istituzioni di Roma Capitale: dalla Prefettura alla municipale. Il progetto “Ruote ferme, pedoni salvi” partirà a breve anche a Roma.