di Laura Martellini
Corriere della Sera, 26 dicembre 2022
L’iniziativa della Caritas ha avuto il consenso dei relusi a Rebibbia penale che hanno consegnato il denaro in una busta al termine della Messa di Natale. Al termine della Messa di Natale officiata nella chiesa del penitenziario, si sono avvicinati al cappellano, padre Moreno Versolato, e hanno consegnato in una busta quasi duecento euro, raccolti con il passaparola, un giorno dopo l’altro.
È stata vissuta con slancio nel carcere di Rebibbia la “bolletta sospesa”: una raccolta straordinaria della Caritas per sostenere le famiglie che non riescono a affrontare le spese per acqua e energia.
Per il cardinale vicario Angelo De Donatis l’iniziativa è un “atto di solidarietà concreto”: “Viviamo in un contesto segnato dalle numerose guerre regionali, dalle conseguenze di oltre due anni di pandemia, dai gravi effetti economici e sociali della crisi energetica che sta colpendo molte regioni nel mondo.
Le offerte al Fondo famiglia della Caritas diocesana sono destinate al sostegno delle persone e delle famiglie in maggiori difficoltà. Oggi e nei prossimi mesi a Roma, come nel resto del Paese, per un numero sempre maggiore di persone e famiglie - anziani soli, bambini piccoli, affetti da malattie gravi, e varie disabilità - sta venendo meno la possibilità di pagare i servizi di base”. L’invito non ha lasciato indifferenti coloro che scontano una pena: in breve tempo è stata raccolta una somma destinata ad alleviare la fatica di più di un nucleo familiare. Qualcuno ha mostrato sufficienza, ma in molti si sono prodigati.
Commosso il ringraziamento di Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma: “Vi sono grato di cuore non solo per la vostra generosità ma anche per l’insegnamento che con la vostra testimonianza ci avete donato. San Paolo VI diceva che non abbiamo bisogno di maestri, ma di testimoni. Nel Bambino che nasce Dio padre è sempre accanto a noi, soprattutto nelle prove che la vita pone sul nostro cammino”.









