L’Osservatore Romano, 17 maggio 2023
C’è il solidale passaggio di testimone della grande staffetta per il reinserimento sociale delle persone in carcere tra l’esperienza We Run Tkether di Athletica Vaticana - con protagoniste le detenute a Rebibbia e i detenuti a Velletri - e il progetto Lo Sport abbatte le barriere promosso dal ministero italiano per lo Sport e i Giovani con Sport e Salute. L’iniziativa - che rilancia l’attenzione di Papa Francesco per la dignità delle persone detenute - è stata presentata nei giorni scorsi proprio nel carcere femminile di Rebibbia.
“Utilizzare gli spazi e gli ambienti delle tante caserme dismesse quali luoghi di sport per le comunità dei detenuti, da ristrutturare anche con il loro coinvolgimento diretto”, è la proposta del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, da realizzare in sinergia con i dipartimenti per l’Amministrazione penitenziaria e per la Giustizia minorile e di comunità, e la partecipazione diretta di 10.000 detenuti.
Alla presentazione dell’iniziativa, con il ministro della Giustizia, hanno partecipato tra gli altri il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli, e il capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo. “Non siamo qui per uno spot” ha detto Abodi, ricordando che “l’articolo 27 della Costituzione italiana evidenzia due termini, “umanità” e “rieducazione”, insiti nello sport il cui diritto, a breve, sarà riconosciuto proprio dalla Carta”. Sport per tutti, dunque, “non solo nelle carceri - ha rilanciato - ma anche nei quartieri, nei parchi, nei luoghi di inclusione sociale”.
“Tutti i detenuti hanno diritto alla rieducazione e, all’interno di questo diritto, c’è anche il diritto allo sport” ha affermato Cozzoli presentando le linee concrete dell’avviso pubblico “Sport di tutti - Carceri” che va a rendere più forte lo stile sportivo nei penitenziari: “Le politiche pubbliche non possono fermarsi davanti ai cancelli blindati degli istituti di pena. L’attività in carcere è uno degli ambiti che maggiormente valorizzano la capacità dello sport di essere strumento di promozione valoriale e anche di recupero di persone fragili inserite in contesti difficili”.










