di Iacopo Scaramuzzi
La Repubblica, 17 aprile 2025
Papa Francesco non si ferma. Questo pomeriggio, salvo contrordini dell’ultimo momento, si recherà al carcere romano di Regina Coeli per la messa del giovedì santo. Ancora convalescente, i movimenti limitati e la voce incerta, Jorge Mario Bergoglio non vuole rinunciare a un appuntamento cruciale della Settimana Santa, ed è possibile che, ancorché in forma essenziale, voglia compiere il rito della lavanda dei piedi con alcuni detenuti.
Riprendersi la scena - Che il Pontefice argentino si stesse riprendendo la scena era chiaro. Dalla scorsa settimana ha fatto diverse apparizioni in pubblico, tutte a sorpresa, segno della salute che migliora e della sua determinazione a non lasciare il gregge privo del pastore nel momento cruciale della Pasqua. Ma quasi nessuno Oltretevere pensava che avrebbe replicato un’uscita in occasione del giovedì santo, quando, con la messa pomeridiana in Coena Domini, la Chiesa commemora l’ultima cena di Gesù e il suo gesto di lavare i piedi ai discepoli. Dall’inizio del pontificato Bergoglio ha scelto luoghi della sofferenza come ospedali e carceri. Da quando fa ricorso alla carrozzella, i detenuti o i malati sono stati disposti su una pedana rialzata per semplificare i movimenti. Un rito al quale il Papa non vuole rinunciare neanche ora, sebbene sia tornato a casa dall’ospedale da meno di un mese.
Ritorno a Regina Coeli - La notizia, filtrata ieri pomeriggio, non è stata confermata dal Vaticano, segno di una qualche incertezza che ancora grava sull’organizzazione. Dipenderà da come Francesco si sentirà oggi stesso. L’incontro sarebbe in forma privata attorno alle 16 e il saluto ai detenuti dovrebbe essere breve. Francesco è già stato al carcere di via della Lungara, poco distante dal Vaticano: nel 2018, proprio in occasione del giovedì santo, lavò i piedi a 12 detenuti, tra di loro tre donne.
Con medici e infermieri - Ieri mattina, intanto, papa Francesco ha voluto ricevere il personale e i vertici del policlinico Gemelli, insieme ai medici e agli infermieri del Vaticano, per ringraziarli delle cure che gli hanno assicurato durante i 38 giorni di ricovero. In tutto c’erano settanta persone e Bergoglio li ha ricevuti per una ventina di minuti in un salone, attiguo all’aula delle udienze, poco distante dalla sua residenza di Casa Santa Marta. È stata la prima volta che il Papa argentino ha ripreso una vera e propria udienza, e non poteva che concederla ai sanitari che gli hanno salvato la vita. “Grazie per il servizio in ospedale, molto buono, continuate così!”, ha detto Francesco, la voce sempre limitata ma più forte che nei giorni passati.
Ritorno al Gemelli - Francesco ha ringraziato in particolare la rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli: “Grazie a lei, così forte... Quando comandano le donne le cose vanno!”, ha detto il Papa facendo con la mano il gesto di quando si riga dritto. Il presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Gemelli, Daniele Franco, ha introdotto l’incontro: “Saremmo molto contenti se lei tornasse al Gemelli”, ha detto, “non più in veste di paziente ma per una sua visita ai nostri malati”, si è affrettato a precisare. Francesco ha sorriso divertito. “Prego per voi”, ha concluso il Papa, “per favore fatelo per me”.











