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di Francesca Romana Preziosi

 

interris.it, 12 dicembre 2021

 

Non solo un'attività culturale, ma un'iniziativa che può permettere a chi si trova in carcere di

esprimere sentimenti ed emozioni. La maggior parte delle volte si sottovaluta, o addirittura ci dimentichiamo, che nel nostro ordinamento giuridico il carcere è una misura che serve a scopo riabilitativo, le cui finalità sono quelle di far comprendere a colui che commette un reato che è possibile anche tornare alla vita senza commettere lo stesso errore. E questo lo dice chiaramente l'articolo 27 della nostra Costituzione quando spiega che le pene devono "tendere alla rieducazione del condannato". Nulla deve farci dimenticare, infatti, che i carcerati sono persone che vivono di sentimenti e di passioni, e che la pena deve aiutare loro a tirare fuori la propria voglia di crescere e di migliorarsi.

Il teatro in carcere - La professoressa Valentina Venturini, docente di Storia del Teatro all'università Roma Tre, da diversi anni ha avuto la brillante idea di portare la sua passione per il teatro tra i carcerati. Proprio il teatro, infatti, è la miglior attività che permette di sperimentare una nuova dimensione personale e sociale, liberando le energie anche di coloro che si trovano ancora nella condizione di reclusi. Il teatro può aiutare chi è in carcere a realizzare che esiste la vita al di fuori degli istituti di detenzione e che proprio l'attività teatrale può contribuire a costruire un ponte immaginario tra la comunità penitenziaria e la società esterna.

Molto più di un'attività culturale - L'iniziativa della professoressa romana non è quindi soltanto una bella attività culturale. Ma può alimentare creatività e gioia di vivere nelle comunità carcerarie in modo da "riconnetterli" a loro stessi e al resto del mondo, provando empatia, che di certo in un carcere è difficile provare. Insomma un'iniziativa che si spera possa svilupparsi sempre di più nel tempo per permettere a più persone possibili di avere un percorso di riabilitazione e tornare ad essere felici e gioire della vita in maniera corretta.