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di Eleonora Camilli

La Stampa, 23 gennaio 2026

A Roma la mostra realizzata dall’Unicef con le storie e i disegni di Remon, Mamoudou, Omar e Majo. Nel mare disegnato da Elsa, ci sono sopra i pesci e sotto, in fondo, un barcone. È quello su cui la bambina, otto anni, ha viaggiato insieme alla mamma dopo essere scappata dall’Eritrea. Di quel naufragio oggi ricorda solo che “il mare ha un brutto sapore”. I disegni della piccola, oggi in accoglienza in Italia, aprono la mostra inaugurata ieri a Roma da Unicef dal titolo “In viaggio da te” negli spazi di Villa Altieri. Un percorso artistico e immersivo per raccontare la vita dei minori e dei ragazzi stranieri che vivono nel nostro paese. Il viaggio inizia, infatti, dall’approdo in Italia e dai primi aspetti dell’accoglienza: dalle traversate in mare agli hotspot, fino ai centri sul territorio e al possibile percorso di affido e di accoglienza familiare. L’ultima stanza invita i visitatori a calarsi nella loro realtà, tra voci, immagini e poesie.

Ad accompagnare i visitatori in questo viaggio virtuale sono quattro “personaggi guida”: Remon, oggi attivista per i diritti umani, che racconta il viaggio dall’Egitto e il rapporto con la mamma naturale e la sua mamma affidataria. C’è poi Mamoudou, partito dalla Guinea Conakry nel periodo post Covid-19 a causa delle difficili condizioni economiche con il sogno di completare gli studi. La sua vita è cambiata quando, insieme al fratello minore con cui viaggiava, ha avuto accesso a un percorso di accoglienza in famiglia. Infine, Omar, gambiano, oggi accolto in famiglia e supportato anche da Majo, originaria di El Salvador: anche lei ha affrontato un’esperienza migratoria e ora ha scelto di affiancare chi sta vivendo un percorso simile al suo.

“Abbiamo avuto l’opportunità, in questi anni, di seguire tante ragazze e ragazzi, a partire dai difficili viaggi fino ad arrivare ai percorsi di accoglienza - dice Nicola Dell’Arciprete, coordinatore Unicef della risposta a favore di minorenni migranti e rifugiati in Italia - ci piace sempre ricordare che tutti possono avere un ruolo in questo tratto di strada e supportare tante ragazze e ragazzi. La mostra vuole ricordarci proprio questo, è un viaggio che non si esaurisce mai all’arrivo ma che è fatto di relazioni, e che tutti possono scegliere di intraprendere”. L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale e con il supporto di Pieux Établissements de la France à Rome, sarà visitabile fino al 30 gennaio. “Quando accogliamo costruiamo insieme la comunità - sottolinea l’assessora Barbara Funari -. Per noi questi ragazzi sono già cittadini. Nonostante gli attacchi che riceviamo costantemente siamo determinati ad andare avanti anche con l’accoglienza in famiglia”.