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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 6 luglio 2022

È stato proiettato in anteprima, lo scorso 16 giugno, al Teatro Libero di Rebibba Nuovo Complesso, il Docucorto “La Buona Libertà”. Il cortometraggio, prodotto da Strikemonth e firmato alla regia da Stefano Calvagna, con la fotografia di Massimiliano Cuzzupoli, racconta, in chiave documentaristica attraverso la storia avvincente di Marco Costantini, il tema del reinserimento sociale degli ex detenuti e le difficoltà che essi si trovano ad affrontare durante e dopo il percorso detentivo.

La scelta del carcere per realizzare l’anteprima, è stata fortemente voluta dal produttore Ettore Terzo in quanto luogo più idoneo per trasmettere quel messaggio di speranza rivolto al primo vero pubblico per il quale l’opera è stata realizzata, i detenuti, i quali hanno partecipato attivamente e con interesse all’evento.

La storia di Marco Costantini si pone come esempio e testimonianza di un riscatto sociale, del raggiungimento di una buona libertà il cui cammino, come lui stesso confida al suo amico ed interlocutore, è stato lungo e tortuoso. Marco ripercorre le tappe salienti del suo percorso detentivo, insolito ed esemplare, un racconto ricco di aneddoti e riflessioni sul sistema carcerario e sulle problematiche che esso comporta.

A tal proposito gli interventi dell’Onorevole Rita Bernardini e del sostituto commissario coordinatore in quiescenza Luigi Giannelli, rimarcano le problematiche e l’importanza della finalità costituzionale della rieducazione delle carceri. Hanno collaborato alla realizzazione del docu corto e partecipato all’evento, membri del Partito Radicale e l’affiliata Ong italiana “Nessuno tocchi Caino”; tra gli attivisti presenti Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti e Francesca Mambro. Alcuni di loro, invitati dal produttore, hanno preso parola in sede di dibattito avvenuto subito dopo la proiezione. Non potevano mancare l’intervento di Marco Costantini e del regista Stefano Calvagna, il cui profilo è noto per la grande capacità e spiccata sensibilità nel mettere in scena fatti di cronaca, problematiche legate all’emarginazione, con l’intento di dare voce a chi non ne ha. L’evento si è concluso con un simpatico sketch realizzato ed interpretato da Gianfranco Zedde, imitatore e sosia ufficiale di Bombolo. L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dando credito al valore culturale dell’opera audiovisiva.