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di Alessio Vallerga


terzobinario.it, 27 dicembre 2019

 

"Far visita a un carcere minorile è un'esperienza tutta diversa dal far visita a un carcere qualsiasi.

Ieri, nel giorno di Santo Stefano, con Alessandro Capriccioli sono stata al minorile di Casal del Marmo: la visita ai laboratori, la palestra, il campo da calcio in erba sintetica, il teatro, le aule dove i ragazzi e le ragazze frequentano le elementari e le medie e poi l'alberghiero e l'agrario, la biblioteca, la sala col ping-pong e il biliardino. I tre caseggiati dove dormono rispettivamente i ragazzi dai 14 ai 18 anni, quelli dai 18 ai 25. E quello dove stanno tutte insieme le ragazze". Così Marta Bonafoni, consigliera regionale, in un post su Facebook.

"Stanze con scritte su muri che parlano, almeno tanto quanto i cognomi dei ragazzi: figli delle grandi famiglie criminali di Ostia, Tor Bella Monaca, Primavalle, giovani romani che qui stringono legami con i loro coetanei nordafricani o addirittura improvvisano amori da una sbarra all'altra delle finestre da cui li guardano le ragazze rom. Sarebbero tantissime le cose da raccontare - ha continuato - dal centralino che va rinnovato altrimenti salta e non permette loro di telefonare a casa quanto vorrebbero, alle palazzine delle stanze fredde e umide che richiederebbero lavori di ristrutturazioni urgenti, al personale che è troppo poco e questo comporta più stress per gli agenti e meno possibilità di fare attività sorvegliata per i minori".

"Mi limito qui invece a dirvi della "possibilità" che ho intravisto a Casal del Marmo, quella del recupero vero del detenuto, obiettivo tanto più importante visto che si tratta di giovani che si stanno formando in mezzo al bivio dell'adolescenza - ha proseguito - questa possibilità ieri per me ha preso la forma di un suono, che non avevo mai sentito prima entrando nelle altre carceri: il suono delle risate dei ragazzi e delle ragazze, che parlando con noi hanno indugiato in racconti i primi e frivolezze le seconde. Esattamente come avrebbero fatto dei loro coetanei fuori da lì.

E questa possibilità ieri per me ha preso anche la forma di un odore, anzi degli odori. Non succede nelle altre carceri di sentire un odore, c'è una sospensione di tutto anche di quello: ieri invece in palestra c'era odore di palestra, in biblioteca un buonissimo odore di libri, nelle stanze addirittura un odore di pulito".

"A Casal del Marmo ho intravisto insomma una traccia di "umanità", esattamente quella su cui dovrebbe scommettere il sistema della giustizia di un Paese civile. Uno degli ospiti l'ha anche scritto sul graffio di un muro: "Sono un ragazzo, non soltanto un detenuto". Criminale - ha terminato - è chi non investe fino fondo su questo".