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di Valerio Valeri

romatoday.it, 9 settembre 2025

In vista del Consiglio comunale straordinario che si terrà nel carcere di Rebibbia il 23 settembre, la commissione Pari Opportunità ha ascoltato la Garante dei Diritti dei detenuti Valentina Calderone. Che lancia un monito importante sulla condizione dell’istituto minorile di Casal del Marmo e delle donne recluse, soprattutto se con figli. A guidare, inevitabilmente, il confronto è la cronaca. Lo scorso 5 settembre una donna di 52 reclusa a Rebibbia si è tolta la vita: “Inevitabile parlarne - esordisce Calderone -, parliamo di una persona che seguivamo, con una pena anche abbastanza lunga. Il giorno dopo stessa sorte per un detenuto nel Nuovo Complesso. Non ricordo altrove una frequenza del genere”. 

Il sovraffollamento - In Italia, sottolinea la Garante “all’interno degli istituti penitenziari ci si suicida dalle 18 alle 20 volte in più che nella popolazione esterna”. Una situazione che si inserisce in un contesto di forte sovraffollamento. Rebibbia Nuovo Complesso ospita oltre 1.500 persone a fronte di 1.170 posti, Regina Coeli quasi 1.100 detenuti per 566 posti, Rebibbia femminile, secondo quanto riferito da Calderone, attualmente ospita 370 detenute ma a fronte di 270 posti disponibili. 

Detenzione femminile e violenza di genere - Tornando all’intervento in commissione Pari Opportunità, Calderone ha voluto accendere un focus sulla detenzione femminile e la violenza di genere: “Ancora si valuta poco, da parte dell’amministrazione penitenziaria, la connessione tra i due fenomeni. Tutte le ricerche europee dicono che le donne detenute hanno quasi sempre vissuti di violenza familiare. I traumi subiti portano a sviluppare dipendenze, al consumo di sostanze. In Italia questo dato di consapevolezza non viene considerato”. 

Le donne transgender invisibili - Non viene neanche considerata la situazione delle donne transgender. Basti pensare che, di norma, questa tipologia di detenute al momento dell’arresto viene indirizzata a Regina Coeli, un istituto maschile: “Per fortuna di recente abbiamo avuto un caso di successo - prosegue la Garante - di una detenuta transgender di 19 anni che era finita a Regina Coeli, in isolamento rispetto a tutti gli altri. Dopo tre o quattro mesi l’abbiamo intercettata, abbiamo capito che proveniva da una situazione di tratta, quindi l’abbiamo messa in contatto con un’associazione che si occupa di questi temi. E adesso questa persona è accolta in un centro specializzato del circuito di Roma Capitale”. 

La condizione delle mamme e dei minori - Calderone ha sottolineato poi la situazione delle detenute con figli sotto i tre anni: “Nei mesi scorsi siamo arrivati a otto casi, un numero che non si vedeva da anni. Il nuovo Decreto Sicurezza rende ancora peggiore la situazione, perché rende facoltativo il differimento della pena, prima obbligatorio, per chi è in gravidanza o con neonati fino a un anno di vita”. Si passa poi a Casal del Marmo, il carcere minorile: “C’è una situazione critica, negli ultimi 18 mesi sono anche aumentate le ragazze, con un picco di 17 detenute, numeri molto superiori alla media nazionale. La situazione in generale sta peggiorando, ci sono minori detenuti per due grammi di marijuana, è uno scandalo. Il sovraffollamento c’è, dovuto anche al fatto che ci sono minori in custodia cautelare per 9 o 10 mesi, i tempi delle udienze si sono dilatati moltissimo”. 

Cicculli: “Un quadro preoccupante” - “I dati presentati dipingono un quadro preoccupante - commenta Michela Cicculli -: due suicidi recentissimi in pochi giorni nel carcere di Rebibbia a fronte di 61 a livello nazionale nel 2025 pongono il sovraffollamento e in generale le condizioni di detenzione al centro di un sistema che non riesce a garantire i diritti inviolabili. ​Tra le proposte e iniziative per il futuro sono state sollevate due questioni cruciali: l’attuazione del diritto all’affettività in carcere, ancora disattesa, e la tutela dei minori che hanno un genitore detenuto, definiti ‘vittime dimenticate’. Auspichiamo che il consiglio straordinario di settembre promosso dalla consigliera Cristina Michetelli che ringrazio, possa essere un’occasione per continuare a dare voce a queste urgenze e a tradurre le raccomandazioni in atti concreti”.