di Luca Monaco
La Repubblica, 24 settembre 2025
La Garante dei detenuti di Roma, Valentina Calderone, torna a denunciare le criticità delle condizioni di vita degli istituti di pena. Incluso Casal del Marmo. “Un anno fa è stata votata all’unanimità in Aula Giulio Cesare una mozione per la chiusura del carcere di Regina Coeli: io sono contraria alla chiusura a fronte della costruzione di un nuovo carcere. Abbiamo bisogno di contenere i numeri dei detenuti innescando un buon sistema di misure alternative, evitando gli ingressi indiscriminati”. La garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone ieri ha partecipato alla seduta straordinaria del Consiglio comunale che si è svolta nel carcere di Rebibbia. Torna a denunciare la criticità delle condizioni di vita negli istituti romani, da Rebibbia a Regina Coeli, passando per il minorile di Casal Del Marmo.
Nelle sezioni di Regina Coeli la situazione è tragica e non accenna a migliorare...
“Molti si continuano a interrogare sull’adeguatezza della struttura, soprattutto perché dovrebbe essere destinata agli arrestati e alle persone con pene brevi, ma quando c’è un sovraffollamento come in questi anni il circuito penale salta”.
L’approvazione della mozione in Aula Giulio Cesare porterà secondo lei a qualcosa di concreto?
“Chiudere Regina Coeli non è semplice. Punterei sul fatto che possa diventare un istituto con molti meno posti e dedicati alle persone che lavorano all’esterno in articolo 21: potrebbero trovare un collocamento nelle attività di ristorazione o turistiche della zona”.
Una delle ipotesi era quella di convertire il carcere in un museo...
“Le sezioni dove erano detenuti Pertini e Saragat, vincolate dalla Soprintendenza, potrebbero diventare un polo museale sulla storia del carcere e della pena in Italia. Con delle visite guidate gestite dalle stesse persone detenute formate e assunte per questo Ci vuole coraggio e impegno ma il processo non è più rinviabile”.
Ieri però c’erano 1129 detenuti a fronte di 572 posti disponibili...
“Ci sono le persone che c’erano un anno e mezzo fa, ma con una sezione in meno. Ciò vuol dire che il sovraffollamento è arrivato al 200 per cento”.
Uno scenario del genere non fa che aumentare il rischio suicidi...
“La sofferenza e la condizioni di chiusura di molte persone che si trovano a vivere per 22 ore nelle celle è ancora più problematica. Secondo me Regina Coeli è la manifestazione su Roma del collasso totale che sta avvenendo nel sistema penitenziario”.
Cosa fare?
“Si parla tanto di emergenza carceri. A Roma il sovraffollamento riguarda anche l’istituto minorile di Casal Del Marmo. Io ritengo per uscire dall’emergenza servano dei provvedimenti urgenti e deflattivi”.
A Rebibbia quali sono le criticità più preoccupanti?
“A Rebibbia femminile oggi (ieri, ndr) c’erano sette bambini con le loro madri detenute in cella. Rispetto alle donne detenute il decreto sicurezza ha abrogato il differimento obbligatorio della pena per le donne incinte e per le madri con i figli sotto un anno”.
C’è anche il decreto Caivano...
“L’arresto in flagranza per spaccio di lieve entità sta portando i minorenni a essere arrestati perché trovati con due grammi di droga e 20 euro in tasca, tutto questo provoca a cascata l’affollamento nei tribunali e la detenzione per reati non gravi”.
Sta dicendo che in carcere si va di più e per reati meno gravi?
“La stretta securitaria e repressiva provoca più carcere nei confronti delle categorie più deboli e vulnerabili”.










