di Stefania Aoi
La Repubblica, 22 luglio 2024
Una grande sfilata in carcere. È così che si sono festeggiati i sei anni del progetto “Made in Rebibbia”, sostenuto da Bmw Roma e che vede coinvolta l’Accademia nazionale dei Sartori, scuola triennale di cucito maschile e femminile, e il penitenziario romano. La scuola a Rebibbia è nata nel 2017 con l’obiettivo di consentire ai detenuti di acquisire un mestiere e avere la possibilità di trovare lavoro in un laboratorio sartoriale dopo aver scontato la pena. L’idea era venuta all’ex presidente dell’Accademia Nazionale dei Sartori, Ilario Piscioneri, scomparso nel 2018.
“L’apprendimento dell’arte del cucito richiede pazienza, precisione, autocontrollo, tutte doti importanti anche per realizzare un percorso di recupero e reinserimento”, spiegano dall’Accademia. Nell’area verde dell’istituto penitenziario del Nuovo Complesso hanno sfilato le collezioni di abiti sartoriali maschili, realizzate da otto detenuti che hanno frequentato i primi anni del corso di taglio e cucito e che si sono prestati a fare gli indossatori. In passerella sono stati portati circa 30 capi tra giacche, gilet, pantaloni e cappotti.
E dopo la sfilata, a uno dei detenuti è stato consentito di uscire dal penitenziario per un completo reinserimento lavorando a tempo pieno presso la sartoria Ilario. Un’altra iniziativa dell’Accademia Nazionale dei Sartori si è tenuta a Milano, dove gli allievi della Scuola Triennale di cucito maschile e femminile hanno mostrato in anteprima i loro capi realizzati con i tessuti del Lanificio Vitale Barberis Canonico. Il tutto grazie alla cura del maestro Gaetano Aloisio, presidente della World Federation Of Master Tailors e dí Accademia Nazionale dei Sartori.










