di Livia Montagnoli
artribune.com, 11 dicembre 2025
Dopo un percorso partecipato lungo oltre un anno, l’artista piemontese svela l’opera permanente che condensa desideri, speranze e voglia di riscatto delle detenute di Rebibbia. “BENU” si compone di due fenici luminose, visibili anche dall’esterno del carcere. BENU è il nome di una mitologica creatura egizia, antesignana della fenice, simbolo millenario di rinascita. E con le detenute della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, a Roma, Eugenio Tibaldi (Alba, 1977) ha lavorato proprio sulle molteplici prospettive di futuro, riempiendo di tanti significati diversi un simbolo comune: “Durante le giornate trascorse a Rebibbia ho avuto la netta percezione che la divisione fra chi è all’interno e chi non lo è sia davvero labile. La scelta di provare a immaginare insieme a tutte loro delle nuove fenici ha portato a elaborati intensi che ora con un ulteriore lavoro in studio sto cercando di sintetizzare per creare delle immagini finali che siano allo stesso tempo personali e comuni a tutti noi”, spiegava l’artista qualche mese fa, pronto a dare forma al processo creativo partecipato avviato nel carcere romano.
A Rebibbia - che in questi giorni accoglie anche l’iniziativa della piattaforma editoriale Hyperlocal e, dal 12 al 14 dicembre, la mostra fotografica di Guido Gazzilli integrata con l’opera audiovisiva monumentale di arte sociale di Angelo Bonello -Tibaldi è entrato nell’ambito del progetto che lega da diversi anni la Fondazione Severino e la Fondazione Pastificio Cerere nel portare l’arte contemporanea all’interno degli istituti penitenziari (dal 2022 a Rebibbia), in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e del Ministero della Giustizia. Così, a ridosso del Giubileo dei Detenuti in programma per il 14 dicembre, si svela la duplice installazione site-specific e permanente - a cura di Marcello Smarrelli - che entrerà a far parte del patrimonio della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia “Germana Stefanini”, visibile anche dall’esterno a partire dall’11 dicembre.










