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di Nello Trocchia

Il Domani, 7 febbraio 2023

Gabriella Stramaccioni ha condotto la battaglia su vitto e sopravvitto ed è molto apprezzata da associazioni e attivisti. Potrebbe essere sostituita ma il Pd smentisce: “Nessun spartizione”. Nei giorni scorsi i finanzieri sono entrati nel carcere di Rebibbia per sequestrare documenti inerenti il grande affare del vitto e del sopravvitto, il cibo che viene consegnato ai detenuti e quello che i reclusi possono acquistare.

La Guardia di finanza ha eseguito accertamenti disposti dalla procura della Repubblica di Roma che indaga per riscontrare irregolarità a partire dall’esposto della garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni: “Ho presentato una denuncia circa un anno e mezzo fa in cui segnalavo la qualità del vitto che veniva distribuito nei quattro istituti di Rebibbia e il prezzo del sopravvitto, il cibo che i detenuti acquistano a loro spese, con prezzi fuori mercato e qualità scadenti.

Ho denunciato l’anomalia che fosse la stessa ditta (Ventura ndr) a gestire sia il vitto sia il sopravvitto”. La garante è in proroga dal maggio scorso. Da più parti sono arrivati appelli perché venga riconfermata, ma c’è chi teme possa finire sacrificata nella girandola di nomine targate Pd.

Garante “ficcanaso” - Negli ultimi cinque anni Stramaccioni è diventata un riferimento per il mondo del carcere sollevando lo scandalo del vitto e del sopravvitto, con il primo troppo scadente e il secondo troppo caro, provocando gli interventi della giustizia amministrativa e contabile prima di quella penale.

La Garante ha seguito la condizione femminile all’interno degli istituti di pena. All’inizio del suo mandato il nido di Rebibbia contava 18 bambini con mamme, ora ce ne sono zero grazie alle pressioni per l’attivazione delle misure alternative. Non ha trascurato neanche il centro per il rimpatrio di Ponte Galeria inviando continue segnalazioni alla prefettura. La sua riconferma trova la migliore motivazione nel lavoro fatto e raccoglie il sostegno di attivisti, associazioni e anche della politica.

Il M5s e la lista civica Raggi hanno attaccato il Pd: “Non intende mollare di un millimetro i suoi feudi con i propri vassalli che vanno accontentati, con buona pace del servizio. Evidentemente il curriculum fitto di esperienza - fra cui i 18 anni trascorsi a Libera, l’organizzazione antimafia di don Luigi Ciotti - l’impegno e l’ascolto nei confronti dei più umili e diseredati non sono bastati a tenere al riparo Stramaccioni dalla furia iconoclasta in salsa dem”.

Anche il garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, esprime la sua preoccupazione: “Io non entro nelle vicende di nomina, ma stiamo molto attenti perché questi incarichi non devono rispondere ad aree politiche, ma a una effettiva esperienza rispetto a un mondo molto complesso che necessita di figure svincolate da appartenenze e vicinanze”. La stessa garante, nei giorni scorsi, ha affidato ai social una riflessione che suona come un saluto: “La nomina del nuovo garante verrà decisa dall’Assemblea capitolina nei prossimi giorni, ma da indiscrezioni di queste ore pare certa la mia non riconferma. Mi auguro solo che i consiglieri valutino i curricula e le relative competenze/esperienze che abbiamo presentato per partecipare all’avviso pubblico”.

Il mandato di Stramaccioni è scaduto a fine maggio, da allora è in proroga. Dopo l’approvazione del nuovo regolamento è stato bandito un concorso pubblico al quale hanno partecipato dieci candidati. Il Consiglio comunale dovrà scegliere la nuova garante valutando profili che non sono stati pubblicati sul sito del Campidoglio.

Valentina Calderone, collaboratrice dell’ex senatore Pd, Luigi Manconi, è il nome più accreditato dalle cronache locali per il dopo Stramaccioni, ma gli interventi di opposizione e associazionismo hanno riaperto un discorso che sembrava già chiuso.

“Nessuna spartizione” - “Stiamo analizzando tutti i profili, quando saremo pronti sceglieremo il nuovo garante in consiglio comunale, ci vorranno i due terzi dei consiglieri e quindi dovrà essere una figura di equilibrio e garanzia”, dice Valeria Baglio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Roma. Ma c’è il rischio che la nomina finisca nella girandola di nomine targate Pd? “Assolutamente no, nessuna spartizione, siamo persone serie e sceglieremo la figura migliore per ricoprire quel ruolo coinvolgendo anche le opposizioni per una posizione unitaria”, rassicura Baglio. “Al momento nessuno ci ha coinvolti, comunque la nostra candidata è Gabriella Stramaccioni perché i risultati del suo lavoro sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei detenuti che la stimano e la apprezzano”, dice Virginia Raggi, ex sindaca di Roma, che ha nominato la garante cinque anni fa. Ora si attende la decisione del consiglio comunale che potrebbe slittare a dopo le regionali in tempo utile per capire eletti e sconfitti della tornata elettorale.