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garantedetenutilazio.it, 4 dicembre 2019


La struttura verrà destinata ai colloqui fra le detenute e i propri congiunti. Un prefabbricato in legno nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia realizzato con l'aiuto di alcuni detenuti addetti alla falegnameria del carcere Mammagialla di Viterbo. Si tratta del M.A.MA, Modulo per l'Affettività e la Maternità, a disposizione delle donne detenute a Rebibbia: una struttura in cui svolgere colloqui con i propri congiunti per il sostegno della genitorialità e della familiarità. È uno dei quattro progetti presentati da Renzo Piano al Senato, assieme a quelli di Padova, Milano e Siracusa, inseriti nell'iniziativa "G124 anno 2019", con l'obiettivo di approfondire i problemi delle periferie e migliorarne la vivibilità.

La Casa dell'Affettività di Rebibbia è stata disegnata da un gruppo di studenti dell'Università della Sapienza diretti dalla professoressa Pisana Posocco, sotto la supervisione dello stesso Renzo Piano. Grazie alla collaborazione interistituzionale con l'ufficio tecnico centrale del Dap e con il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria del Lazio, Abruzzo e Molise e con il contributo economico di privati, le parti del modulo sono state realizzate nella falegnameria della casa circondariale di Viterbo da un gruppo di detenuti addetti alla lavorazione, coordinati dal direttore tecnico convenzionato con l'istituto.

Alcuni detenuti, trasferiti temporaneamente a Rebibbia, hanno realizzato la messa in opera del modulo. Gli ultimi interventi di montaggio sono stati effettuati lo scorso 27 novembre alla presenza di Renzo Piano. La Casa dell'Affettività vuole essere un luogo di incontro tra detenute e famiglie che non sia quello anonimo e sorvegliato dei colloqui tradizionali, uno spazio che ricrei la dimensione domestica e che ricostituisca momentaneamente il nucleo familiare.