Il Dubbio, 29 agosto 2024
Sbarre di Zucchero organizza una marcia, per domenica 22 settembre dalle 10.30, da Castel Sant’Angelo a Piazza San Pietro, per combattere, come si legge nel loro comunicato, “un carcere che uccide, rendendolo un percorso per una nuova vita e un futuro di dignità”. “La situazione penitenziaria - si legge nel comunicato della manifestazione - è davanti agli occhi di tutti, tra suicidi riusciti (già 67) e sventati, atti di autolesionismo, proteste o vere e proprie rivolte.
Le celle scoppiano di esseri umani ammassati tra loro, privati non solo della libertà personale ma di ogni qualsivoglia diritto umano, diritto a scontare una pena che sia effettivamente rieducativa e risocializzante per il loro ritorno allo status di uomini e donne liberi/ e, diritto alla speranza, diritto alla vita”. Dalla marcia pacifica partirà la richiesta al Santo Padre di intercedere con la politica italiana affinché siano urgentemente messe in campo tutte le azioni necessarie nel breve e nel lungo periodo, iniziando proprio da amnistia e indulto, indispensabili per poter pensare ad una seria e vera riforma che non sia esclusivamente carcerocentrica. Alla marcia non saranno ammessi simboli di partito ma solo striscioni con le parole “Amnistia e Indulto” ben in evidenza e palloncini bianchi e gialli. L’associazione si batte anche per “l’approvazione e l’attuazione immediata della proposta di legge Giachetti-Nessuno tocchi Caino sulla liberazione anticipata speciale”. Per “Sbarre di zucchero” è fondamentale “un piano ordinario per l’accesso alle misure alternative e il sostegno ai percorsi di reinserimento sociale della popolazione detenuta.
Oltre all’assunzione tempestiva del personale civile necessario. Si chiede inoltre di “invertire la rotta che oggi ci porta sempre più dallo stato sociale allo stato penale, attraverso la creazione di sempre nuovi reati, in particolare per i reati correlati alla povertà, al dissenso sociale, alle condotte dei minori, delle persone che usano droghe e dell’immigrazione”.










