sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Erminio Cioffi

La Città di Salerno, 7 dicembre 2022

Muore in carcere a Regina Coeli, dov’era detenuto, un immigrato marocchino di 28 anni che si era trasferito nel piccolo centro del Vallo di Diano. Da quanto si apprende, il Nordafricano si è sentito male forse a cause di un infarto. Saranno le indagini disposte della casa circondariale di Roma a stabilire l’esatta analisi sull’origine della morte.

Il marocchino era recluso da un anno, da quando fu arrestato a Napoli. Nel capoluogo partenopeo - secondo gli inquirenti - la vittima si rese responsabile di una tentata rapina. Colpo messo a segno nello storico quartiere di Forcella. Dopo l’arresto, il 28enne era stato trasferito nel carcere della capitale in attesa della decisione del Tribunale sulla sua colpevolezza.

Sabato, però, il 28enne che ha vissuto per un periodo a Polla, è stato ritrovato cadavere. Subito è scattata l’inchiesta che, in questi casi, è di prassi. Sarà eseguita, con ogni probabilità anche l’esame autoptico sul cadavere, soprattutto per stabilire se la prima ipotesi della morte - quella dell’infarto fulminante - fosse confermata. Non si segnalano, allo stato, episodi di violenza o altro che possano portare le indagini verso un’altra direzione. Finora si ragiona sull’ipotesi di una morte per cause naturali. Un cortocircuito cardiaco che non ha lasciato scampo allo straniero che viveva in Italia già da diversi anni. Alcuni dei quali li ha vissuti proprio nel Vallo di Diano.

La notizia è circolata solo nella giornata di domenica nel Vallo di Diano e, segnatamente, a Polla e San Pietro al Tanagro dove si registra il passaggio del 28enne marocchino. Non era molto conosciuto, svolgendo, pare, una vita piuttosto riservata. Quanto meno non aveva dato modo di far parlare di sé in passato. E non frequentava la vita del paese. La vittima era invece molto assidua su Napoli dove l’anno scorso si rese autore della tentata rapina che lo ha portato in carcere. Ed è in prigione che è stato trovato morto per un malore, secondo la prima analisi degli investigatori.

Il 2022 - secondo le associazioni che si occupano delle condizioni dei detenuti - è stato l’anno con maggiori decessi nelle carceri italiane. Mai così tanti decessi in carcere come quest’anno. Soprattutto rischia di passare alla storia come l’anno con il numero di suicidi più alti dell’ultimo ventennio. La conta è ferma a 80 casi, mentre le morti in carcere sfiorano i 200 detenuti. C’è poi il capitolo delle morti sospette, sulle quali s’indaga. L’ultimo caso nel carcere di Salerno, invece, risale alla prima decade di novembre quando a perdere la vita è stato Vittorio, 36 anni, originario di Aversa, detenuto, morto pare dopo una discussione con la polizia penitenziaria. Due settimane dopo, invece, si è tolto la vita C.F., 41enne di Bellizzi ma residente a Salerno, nella sua cella del carcere di Ariano Irpino, in provincia di Avellino.