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caritasroma.it, 6 maggio 2026

Entrare in contatto con la realtà del carcere minorile per superare stereotipi e pregiudizi, riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte e scoprire come il riscatto possa diventare concreto attraverso il lavoro, la relazione e la comunità. È il cuore del progetto Jobel, iniziativa promossa per accompagnare i giovani del circuito penale minorile e costruire una rete territoriale capace di trasformare la fragilità in opportunità di cambiamento. Da ottobre 2025 il progetto ha coinvolto oltre 160 studenti degli istituti Einaudi, Giulio Cesare, Francesco d’Assisi, Catullo e Ambrosoli in un percorso educativo dedicato ai temi della legalità, della solidarietà e della giustizia riparativa. Un itinerario costruito attraverso incontri, testimonianze e visite sul campo, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi a una realtà spesso conosciuta soltanto attraverso stereotipi.

Jobel opera settimanalmente all’interno dell’IPM Casal del Marmo con attività educative e laboratori dedicati alla cura della persona, come barberia e parruccheria, e accompagna giovani inseriti in percorsi di Messa alla Prova presso le opere segno della Caritas di Roma, tra mense e centri di accoglienza, in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni.

Il percorso nelle scuole è iniziato con un approfondimento sul volontariato e sui servizi della Caritas di Roma come strumenti di prossimità e inclusione sociale. Successivamente, gli studenti hanno incontrato la realtà dell’IPM Casal del Marmo attraverso le testimonianze dei giovani detenuti, raccolte in video, fotografie e lettere presentate insieme al cappellano don Nicolò Ceccolini. Un momento intenso che ha permesso ai ragazzi di ascoltare storie segnate da errori, fragilità e desiderio di ricominciare.

Particolarmente significativo anche il focus dedicato alla legalità insieme agli operatori e agli avvocati volontari del NALC, che hanno affrontato con gli studenti le implicazioni penali di diversi fenomeni complessi, stimolando una riflessione concreta sul tema della responsabilità personale. Il percorso si è concluso con la visita al Pastificio Futuro, il laboratorio produttivo nato all’interno di Casal del Marmo dove il lavoro diventa occasione di formazione, dignità e reinserimento sociale. Qui gli studenti hanno potuto osservare da vicino un’esperienza di economia sociale che restituisce fiducia e possibilità ai giovani detenuti.

Accanto alle attività formative, il progetto sta promuovendo anche campagne di sensibilizzazione e raccolta di beni primari nelle scuole, coinvolgendo direttamente studenti e docenti in azioni concrete di solidarietà verso i minori dell’IPM. Tra le esperienze già avviate, quella del liceo Giulio Cesare, dove una classe si è fatta promotrice della pasta del Pastificio Futuro, organizzandone la vendita durante la ricreazione con il sostegno della dirigenza scolastica. Un’esperienza che ha trasformato la scuola in uno spazio di incontro con realtà spesso invisibili e che, attraverso il dialogo e la conoscenza, prova a costruire nuovi percorsi di consapevolezza e cittadinanza attiva.