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Il Dubbio, 11 giugno 2024

Appuntamento il 13 giugno presso il tempio di Adriano a Roma per l’evento dedicato all’emergenza penitenziaria. “Portare il carcere nella Costituzione”: appuntamento giovedì 13 giugno al Tempio di Adriano a Roma per la nuova iniziativa del quotidiano Il Dubbio dedicata all’emergenza dietro le sbarre. Un ciclo di dibattiti, in programma dalle ore 9 alle 14, che sarà valido ai fini della formazione continua degli avvocati con il riconoscimento di due crediti per chi parteciperà in presenza: è possibile prenotarsi inviando una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Al convegno prenderanno parte tecnici ed esponenti dell’avvocatura e della magistratura che dialogheranno sui nodi principali della questione penitenziaria. Ci saranno anche architetti e neuroscienziati che ci porteranno ai confini dell’interazione tra diritto e scienza. Saranno interpellati anche i politici: il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario Andrea Ostellari, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, poi Debora Serracchiani e Valeria Valente. Naturalmente parteciperanno anche i vertici del Consiglio nazionale forense, il presidente Francesco Greco e la vicepresidente Patrizia Corona, e il vicepresidente della Fai Vittorio Minervini.

L’evento sarà un’occasione per riflettere sugli interventi necessari per riportare il carcere nei binari tracciati dalla Carta, a partire dall’affettività in carcere e dall’architettura penitenziaria, che deve muovere verso una visione umana e integrata, fino al tema della detenzione femminile e minorile. Una sfida non più prorogabile, considerata la scia di sangue che continua ad allungarsi ogni giorno con i suicidi in cella: 40 dall’inizio dell’anno, di cui uno in un Cpr. Ad animare l’iniziativa anche un’installazione speciale che troverete all’esterno del Tempio di Adriano: una cella di isolamento ricostruita in piazza per invitare tutti i cittadini a vivere l’esperienza della detenzione sulla propria pelle.

Una cella nel cuore di Roma

“Cinque minuti in cella” è l’esperienza promossa dal Dubbio in occasione dell’evento del 13 giugno presso il Tempio di Adriano: un invito rivolto a tutti i cittadini per sperimentare la detenzione nell’installazione costruita in piazza di Pietra. Una piccola cella nel cuore di Roma, un invito rivolto a tutti i cittadini per provare che cosa significa passare cinque minuti in carcere. È la sfida lanciata dal quotidiano Il Dubbio per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza dietro le sbarre e stimolare il dibattito sulla necessità di riformare il sistema penitenziario, migliorando le condizioni di vita all’interno degli istituti di pena.

Soprattutto alla luce della vera e propria strage che si consuma in carcere, con i 40 suicidi registrati dall’inizio dell’anno. Numeri record, che non potranno che peggiorare con l’estate. Per questo non c’è tempo da perdere: bisogna agire ora e subito. Come ribadiremo nel corso dell’iniziativa dal titolo “Portare il carcere nella Costituzione” in programma giovedì 13 giugno, dalle 9 alle 14, presso il Tempio di Adriano a Roma.

All’esterno, in piazza di Pietra, sarà possibile provare l’esperienza della detenzione in una cella di isolamento: uno spazio angusto ricostruito con tutte le limitazioni e le condizioni di vita tipiche di un ambiente penitenziario, in cui trascorrere un breve lasso di tempo. Cinque minuti che possono durare un’eternità, in quelle mura escluse dallo sguardo della società.

All’interno del Tempio di Adriano, invece, si svolgerà un ciclo di dibattiti a cui prenderanno parte tecnici ed esponenti dell’avvocatura e della magistratura che dialogheranno sui nodi principali della questione penitenziaria. Ci saranno anche architetti e neuroscienziati che ci porteranno ai confini dell’interazione tra diritto e scienza. Saranno interpellati anche i politici: il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario Andrea Ostellari, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, poi Debora Serracchiani e Valeria Valente. Naturalmente parteciperanno anche i vertici del Consiglio nazionale forense, il presidente Francesco Greco e la vicepresidente Patrizia Corona e il vicepresidente della Fai Vittorio Minervini.