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di Luca Monaco

 

La Repubblica, 15 novembre 2021

 

"Mio figlio ha una doppia diagnosi, è stato giudicato incompatibile con il sistema carcerario, sono sette mesi che aspetta un posto in una Residenza sanitaria per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), che non si trova. Così lo state uccidendo".

È la richiesta d'aiuto, disperata, di Marco Brunetti, un imprenditore 56enne e padre di Federico, il 24enne che martedì scorso è scappato per la seconda volta dall'ospedale Pertini dove è detenuto e piantonato da tre agenti della polizia penitenziaria. Brunetti, che ha già perso il primogenito Simone il 17 luglio del 2017 in seguito a un grave episodio di cronaca, chiede giustizia per Federico, che "deve scontare la sua pena - sottolinea - ma ha tutto il diritto di essere curato".

 

Di cosa soffre suo figlio, perché è detenuto?

"Federico è stato arrestato nell'aprile scorso perché aveva bloccato la corsa della metropolitana usando un estintore, è stato immobilizzato con lo spray urticante e portato a Regina Coeli dove è rimasto fino alla fine di settembre. Poi da ottobre, su disposizione del giudice, è stato portato al Pertini. Lui ha una diagnosi psicotica e una dipendenza da cocaina. Non è un pericoloso criminale, ha iniziato a star male da quando il fratello è stato ucciso da un poliziotto fuori servizio che gli ha sparato alle spalle a Guidonia, dopo una tentata rapina, fallita, a un portavalori con un'arma giocattolo. Deve essere curato".

 

Martedì è stato lei a riconsegnarlo alla Polizia penitenziaria...

"Certo, ci mancherebbe. Quando Federico mi ha detto che era uscito lo sono andato a recuperare, l'ho portato casa e ho chiamato io la penitenziaria. Sono il primo a dirgli che deve stare li, tranquillo. È la seconda volta che scappa. Martedì è uscito dalla porta, mica si è calato dalla finestra. È andato via per andare dal barbiere: in ospedale non si trova nessuno che gli tagli i capelli. Aveva la barba così lunga che non riusciva più a mangiare".

 

Come è possibile?

"È un mese e mezzo che lo tengono chiuso in una stanza, senza che possa parlare con nessuno né fare attività fisica. I medici gli dicono che è un ospite sgradito perché toglie un posto ai malati (al Pertini smentiscono). Gli danno solo le medicine e basta. Non ha alcun tipo di assistenza".

 

Nelle Rems non c'è posto?

"Il giudice ha disposto l'ampliamento della ricerca di una Rems (sono strutture del sistema sanitario regionale) in tutta Italia, è 12esimo in graduatoria ma ancora non si vede luce. Lo Stato mi deve dire se Federico ha diritto di essere curato e recuperato o se lo vogliono vedere morto. Perché se è così allora lo chiudessero in una cella e buttassero la chiave".

 

Federico ha studiato, lavorava?

"Si, è un perito tecnico, ma lavorava per un'azienda che assembla coperture da esterni. È un ragazzo buono e intelligente. Sta male. Chiedo aiuto alle istituzioni affinché possa essere curato come si deve, in una struttura dedicata. Ne ha tutto il diritto".