di Massimo Moretti
baseballmania.eu, 2 marzo 2020
Nell'ultimo Consiglio Federale della Fibs è stato ratificato l'accordo con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, relativo al progetto "Ritorno a Casa Base", nell'ambito del programma "Sport in Carcere". Tale progetto è stato presentato alla Convention Coni di Rimini, dal presidente federale Andrea Marcon.
Giova evidenziare che il progetto "Sport in carcere" è stato sviluppato in collaborazione fra il Ministero della Giustizia-Dap - e il Coni, sulla base del Protocollo d'intesa sottoscritto il 3 dicembre 2013, ed è diretto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione carceraria attraverso la pratica e la formazione sportiva, ma soprattutto è rivolto a partecipare al percorso educativo del detenuto, quale alternativa positiva al percorso di reintegrazione del detenuto nel tessuto sociale.
Il progetto "Sport in carcere" ha permesso non solo lo svolgimento di numerose attività sportive, delle discipline più diverse, ma anche la possibilità per i detenuti di apprendere le competenze necessarie a divenire insegnanti di sport (es. calcio, pallavolo, pallamano ecc.). Trattandosi di iniziative già attive esternamente, la loro estensione all'interno degli istituti penitenziari risponde al principio di non-discriminazione e serve ad abbattere quel muro che divide l'interno dall'esterno, evitando la marginalizzazione dell'individuo che comprometterebbe il suo futuro reinserimento sociale. Il referente di questo progetto in ambito Fibs è il Segretario Generale, Giampiero Curti, che ringraziamo della disponibilità.
Come nasce il progetto "Ritorno a Casabase" in ambito Fibs e con quali obiettivi?
Il progetto è stato avviato da tempo, ma ha avuto una accelerazione con l'avvio della disciplina del Baseball5, che consente di giocare senza utilizzare strumenti come la mazza, per i quali occorrono autorizzazioni e una particolare cautela nell'introduzione nei penitenziari. Questo vuol dire anche minori costi, un ridotto numero di giocatori, possibilità di giocare in uno spazio più piccolo, anche al coperto e soprattutto una semplicità di apprendimento rispetto alle discipline canoniche. L'obiettivo del progetto è rivolto a partecipare al percorso educativo del detenuto, quale alternativa positiva al percorso di reintegrazione del detenuto nel tessuto sociale. La nostra è una disciplina che può essere intesa sia di squadra che individuale, può essere il veicolo di integrazione anche multirazziale, porta all'educazione ed al rispetto delle regole e degli avversari. In questo percorso particolare supporto è stato offerto, anche, dal Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre ed in particolare dal suo responsabile.
Come si svolgerà e quali discipline saranno impegnate (baseball/softball/slow pitch, baseball 5)?
Come detto sopra la disciplina utilizzata è quella del Baseball5. Il progetto nei dettagli deve essere ancora definito con il primo carcere interessato, quello di Rebibbia, che è stato individuato dal Dap. Prevede in generale quattro ore settimanali, per due giorni a settimana, per un totale di 4 mesi.
Oltre il carcere di Rebibbia a Roma, quali altre strutture saranno impegnate, se è previsto un allargamento anche in altre strutture penitenziarie?
Al momento la Convenzione sottoscritta con il Dap prevede di operare solo con il Carcere di Rebibbia, e al termine del corso sarà rilasciata una relazione che dovrà attestare la validità trattamentale del progetto, affinché sia estesa anche ad altre realtà sul territorio nazionale. Comunque, la Fibs in accordo con il Coni regionale delle Marche ha avviato un progetto locale e si è solo in attesa di assegnazione del penitenziario di riferimento.
Chi farà parte dello "staff tecnico" e quante persone saranno impegnate?
Lo staff sarà composto da tecnici indicati dal Presidente del Comitato Nazionale Tecnici e da arbitri individuati dal Comitato Nazionale, dopo avere effettuato un corso preparatorio.
Possono essere interessate le società nello sviluppo di questo progetto?
In generale, soprattutto in questa fase di avvio, il progetto sarà portato avanti direttamente dalla Fibs, affinché possano essere definite al meglio le modalità di intervento e ottenere il maggior numero di adesioni in altre carceri. Sarà valutato in futuro, quando il sistema sarà a regime e ben avviato coinvolgere le società interessate, garantendo una più semplice introduzione.









