vita.it, 16 luglio 2026
La tela di 8x3 metri sarà esposta nella Sala del Mappamondo di Palazzo del Quirinale fino al prossimo 26 luglio. I partecipanti, guidati dall’artista Mattia Cavanna, hanno reinterpretato il lavoro di Raffaello sostituendo ai filosofi dell’antichità i propri modelli di riferimento, tra cui Fabri Fibra, Bob Marley, Nina Simone, Amy Winehouse, Diego Armando Maradona, Nelson Mandela, Rosa Parks, Rita Levi-Montalcini e Alda Merini. La Fondazione Francesca Rava ha presentato l’opera “(Cercare) Raffaello in carcere”, realizzata nell’ambito del progetto Orizzonti della Fondazione e di un laboratorio artistico ideato e realizzato dall’artista Mattia Cavanna insieme a 100 detenute e detenuti, minorenni e adulti, provenienti da sei istituti penitenziari italiani.
L’opera, esposta nella Sala del Mappamondo di Palazzo del Quirinale fino al prossimo 26 luglio, è il risultato di un percorso artistico e umano che testimonia il valore dell’arte quale linguaggio universale capace di promuovere inclusione, consapevolezza e dialogo. Erano presenti all’esposizione dell’opera Delfina Boni, project manager del progetto “Palla al Centro” di Fondazione Francesca Rava; Mattia Cavanna, ideatore e realizzatore dell’opera; Giovanni Ottonello, direttore dell’Accademia di Como Aldo Galli; Tiziana Benzi, restauratrice di manufatti tessili; Erminia Contini, presidente dell’Unione nazionale Camere minorili - Uncm; Christian Serpelloni, co-responsabile del Settore penale di Uncm; Francesco Maria Graziano, consigliere della commissione Minori, sport e legalità di Uncm; Eleonora Appolloni, presidente della Camera dei minori e della Famiglia di Roma; Michele Branzoli, coordinatore della sottocommissione Carceri, giustizia e legalità del Rotary distretto 2050.
“Da 26 anni la Fondazione Francesca Rava è al fianco di bambini, adolescenti, giovani e donne in condizioni di fragilità in Italia e nel mondo, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti di educazione, inclusione ed empowerment, accompagnandoli nella costruzione del proprio percorso di crescita e autonomia”, ha detto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione. “In questa direzione si inserisce anche l’impegno rivolto ai giovani detenuti, attraverso progetti come Palla al Centro, poi esteso ad Orizzonti, che promuovono percorsi educativi, formativi e di reinserimento sociale e lavorativo.
Siamo profondamente onorati che l’opera “(Cercare) Raffaello in carcere”, nata nell’ambito di Orizzonti, sia stata presentata al Palazzo del Quirinale: un luogo simbolo delle istituzioni e della cultura del nostro Paese. L’opera rappresenta una testimonianza tangibile di come l’arte possa diventare uno strumento di espressione e dialogo, capace di valorizzare il talento e il potenziale dei giovani detenuti, favorendo un percorso di introspezione, crescita personale, consapevolezza di sé e incontro con la bellezza. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo importante traguardo e che hanno sostenuto il progetto, permettendo a tante detenute e detenuti, minorenni e adulti, di partecipare a un’esperienza artistica e umana di grande valore”.
Sei Ipm di tutti Italia coinvolti nel progetto - Il progetto Orizzonti della Fondazione Francesca Rava è attivo presso otto istituti penali per i minorenni - Ipm presenti sul territorio nazionale, grazie alla collaborazione con il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità. Nato come estensione del progetto Palla al Centro, avviato dalla Fondazione nel 2020 presso l’Ipm Cesare Beccaria di Milano, Orizzonti promuove percorsi di inclusione a sostegno dei giovani detenuti attraverso attività educative e formative, laboratori artistici e iniziative di reinserimento sociale e lavorativo, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul disagio giovanile e costruire un ponte tra il “dentro” e il “fuori” del carcere, grazie all’ingresso negli istituti penali minorili di centinaia di volontari, al fianco delle coordinatrici del progetto. La collaborazione con Mediobanca ha reso possibile l’estensione del progetto a livello nazionale e lo sviluppo del laboratorio artistico che ha portato alla realizzazione dell’opera.
Unica nel suo genere, l’opera “(Cercare) Raffaello in carcere” è una tela di 8 x 3 metri, ispirato al Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, del quale riprende le dimensioni originali. Realizzata nell’arco di 12 mesi, l’opera rappresenta l’esito di un percorso condiviso di crescita artistica e personale. Dopo aver studiato il capolavoro rinascimentale, i partecipanti lo hanno reinterpretato sostituendo ai filosofi dell’antichità i propri modelli di riferimento: artisti, musicisti, sportivi, scienziati, attivisti e figure simboliche del nostro tempo, accanto a numerosi autoritratti. Tra i protagonisti raffigurati compaiono, tra gli altri, Fabri Fibra, Bob Marley, Nina Simone, Amy Winehouse, Diego Armando Maradona, Nelson Mandela, Rosa Parks, Rita Levi-Montalcini e Alda Merini. I disegni, realizzati con pastelli a cera su scampoli di tela successivamente cuciti a mano grazie al contributo di Accademia di Como Aldo Galli - Ied Network con la docente Tiziana Benzi, hanno dato vita a un’opera collettiva di forte valore simbolico, artistico e sociale, che evidenzia il ruolo dell’arte quale strumento di espressione, crescita e inclusione.
L’opera è stata realizzata presso gli Ipm di Milano, Bologna, Roma e Napoli, la Casa circondariale di San Vittore di Milano e la Casa di reclusione di Venezia, grazie alla collaborazione con Liberi Dentro, Federica Berlucchi, Istituto europeo di Design - Ied, Accademia di Como Aldo Galli, Tiziana Benzi e Opera Pia Alberoni. L’esposizione - resa possibile dall’allestimento di Ied Milano, che ha creato anche il sito interattivo attraverso cui approfondire i personaggi dell’opera - è accompagnata da contenuti multimediali realizzati da Vsl Media, che documentano il percorso creativo e umano alla base del progetto. “Per una scuola come Ied è motivo di grande soddisfazione contribuire a un progetto di così alto valore culturale, sociale e umano”, ha commentato Clelia Bergna, industry engagement, career & alumni director di Ied Group. ““Cercare Raffaello - remake della Scuola di Atene - dimostra come il progetto e il design possano diventare strumenti concreti per rendere il patrimonio culturale più accessibile, inclusivo e fruibile da pubblici sempre più ampi. È proprio questa la prospettiva che guida il nostro approccio: mettere le competenze progettuali al servizio della cultura, affinché opere di straordinario valore possano essere vissute e comprese attraverso nuove modalità di esperienza”.
Una rappresentanza di giovani detenuti autori della tela avrà la possibilità di visitare l’allestimento presso il Palazzo del Quirinale. La realizzazione di “(Cercare) Raffaello in carcere” è raccontata anche nel podcast in tre episodi “Raffaello in carcere”, a cura di Andrea Borgnino e disponibile su RaiPlaySound.










