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di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 20 ottobre 2026

Si tratta di un corso di specializzazione in termoidraulica per il reinserimento lavorativo attraverso una formazione non gender oriented per accompagnare il reinserimento delle recluse nel mondo del lavoro. Accordo fra il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e il Movimento italiano diritti dei detenuti Ets, sottoscritto fra capo del Dap Stefano Carmine De Michele e la presidente e fondatrice Giulia Troncatti, per la prima formazione professionale delle detenute del carcere di Rebibbia. Il protocollo ha durata biennale, rinnovabile, e prevede formazione professionale, orientamento, bilancio delle competenze e percorsi di inserimento lavorativo dentro e fuori gli istituti.

L’obiettivo è dare continuità all’accompagnamento anche dopo la scarcerazione e a incrociare in maniera più efficiente le competenze delle persone detenute ed ex detenute con le esigenze del mercato del lavoro. Il Dap attraverso le sue ramificazioni negli istituti individuerà i partecipanti e agevolerà le attività, mentre il movimento per i detenuti realizzerà i percorsi e raccoglieràle disponibilità delle imprese interessate ad assumere persone detenute o ex detenute. Le attività del movimento saranno sostenute con risorse proprie e con il contributo dei soci, senza oneri per l’amministrazione.

E ancora: il protocollo si inserisce nel percorso di consolidamento del Movimento Italiano Diritti Detenuti, che ha acquisito la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) e ha accolto come socio fondatore Alberto Genovese, che fa parte anche della Tesoreria di Nessuno tocchi Caino, con delega alla raccolta fondi e Internet. Con quest’ultima associazione il Movimento ha stretto un patto federativo per collaborare sui temi della detenzione e del reinserimento. Il primo corso di formazione previsto a seguito della firma del protocollo sarà dedicato alla termoidraulica e rivolto alle donne detenute nel carcere di Rebibbia.

L’iniziativa nasce da una proposta di Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino, che, a seguito della visita del 5 giugno all’istituto, ha segnalato al capo del Dap alcune criticità nella manutenzione, dipendenti anche dal fatto che la manutenzione ordinaria del fabbricato dipendeva dalla disponibilità di detenuti provenienti dagli istituti maschili limitrofi. La proposta è stata quindi quella di strutturare corsi di formazione per idrauliche ed elettriciste. L’iniziativa ha incontrato il favore del vertice del Dap e ha potuto concretizzarsi grazie all’immediata disponibilità di Alberto Genovese e del movimento per i detenuti. 

Alberto Genovese attraverso la Fondazione Laura e Alberto Genovese ha scelto di sostenere personalmente il corso, perché quella proposta diventasse il primo passo concreto del protocollo. Il corso punta a favorire il reinserimento lavorativo attraverso una formazione non gender oriented, ampliando le possibilità di scelta professionale oltre gli ambiti tradizionalmente associati al lavoro femminile, verso cui sono spesso orientati i corsi proposti nelle sezioni femminili degli istituti.

Secondo i dati del Dap al 30 settembre scorso il carcere di Rebibbia femminile ospitava 371 detenute, a fronte di una capienza regolamentare di 272 posti. Sul versante della formazione professionale all’interno degli istituti, i dati nazionali, forniti dal Dap, relativi al secondo semestre del 2025 registrano 5.033 iscritti ai corsi, pari al 7,93% della popolazione detenuta - femminile e maschile - presente a fine semestre.