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di Laura Martellini


Corriere della Sera, 19 dicembre 2021

 

Il 2021 ha riportato gli spettatori nell' auditorium del carcere e nella sala Enrico Maria Salerno, dopo un anno sospeso, difficile, segnato dalla paura, dalle rivolte, dall'isolamento.

Si conclude il Rebibbia Festival, dopo lunghi mesi di laboratori di cinema e teatro, spettacoli, rassegne cinematografiche che hanno coinvolto centinaia di persone in uno stato di costrizione, e altrettante che varcano i cancelli per dialogare con loro partendo dal terreno comune dell'arte e della poesia. Il 2021 ha riportato gli spettatori nell'Auditorium del carcere e nella sala Enrico Maria Salerno, dopo un anno sospeso, difficile, segnato dalla paura, dalle rivolte, dall'isolamento.

"Rebibbia lockdown", il docufilm di Fabio Cavalli presentato alla Mostra del cinema di Venezia, prodotto da Clipper Media con Rai Cinema e Luiss Guido Carli, racconta quell'anno di svolta attraverso gli sguardi e le vite di agenti e detenuti. E l'ansia di libertà è al centro della performance teatrale più vista delle ultime stagioni: "Dante Alighieri latitante fiorentino", con i detenuti-attori del Teatro Libero di Rebibbia, nella speranza infine di "uscire a riveder le stelle...". Sono disponibili sulla pagina facebook @teatroliberodirebibbia i video, le foto, le gallerie virtuali delle opere dei detenuti-artisti che hanno contribuito anche quest'anno ad animare il Rebibbia Festival.