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di Clemente Pistilli


La Repubblica, 30 novembre 2021

 

Un laboratorio per il recupero e la messa a nuova dei vecchi modem in carcere. La direttrice dell'istituto: "Siamo pronti ad accogliere i progetti di nuove aziende che intendano essere nostre alleate per fare in modo che la detenzione possa trasformarsi in nuove opportunità".

Far sì che la pena abbia realmente un fine rieducativo, un principio alla base del sistema carcerario, è possibile. Basta lavorare per raggiungere tale obiettivo e offire ai detenuti delle vere chance. Lo ha fatto la società Linkem, operatore di telecomunicazioni nel settore della banda ultralarga wireless, formando 12 detenute della casa circondariale femminile di Roma Rebibbia e, al termine del percorso, assumendole. Le detenute sono state inserite in un programma di formazione per acquisire le competenze tecniche necessarie a realizzare la rigenerazione degli apparati terminali di rete installati presso le case degli utenti.

Un'iniziativa portata avanti con il "Laboratorio Rework - Il valore della formazione e del lavoro in carcere", presentato oggi, 29 novembre, dalla stessa casa circondariale con Linkem, alla presenza della direttrice dell'istituto, Alessia Rampazzi, e dell'amministratore delegato della società di telecomunicazioni, Davide Rota. Il progetto è stato articolato in due fasi. Linkem ha avviato grazie ai propri addetti un programma di formazione, al termine del quale sono stati rilasciati gli attestati con la qualifica di "addetto alla rigenerazione di apparati elettronici Linkem" e la possibilità di sottoscrivere un contratto di lavoro con l'azienda.

E poi si è passati alle assunzioni. "Il coinvolgimento di aziende private nella realizzazione di progetti virtuosi che supportino le istituzioni negli obiettivi di rieducazione e reinserimento nella comunità rappresenta una grande opportunità per le detenute, per l'interesse generale e per l'economia", ha dichiarato la direttrice Rampazzi. "Siamo pronti - ha aggiunto - ad accogliere i progetti di nuove aziende che intendano essere nostre alleate per fare in modo che la detenzione possa trasformarsi in nuove opportunità". "Il Laboratorio Rework rientra tra i progetti che abbiamo ideato puntando sulle potenzialità della tecnologia e della formazione in campo digitale", ha affermato Rota. Non è tra l'altro la prima esperienza del genere per la Linkem, che ha già assunto dieci detenuti della sezione maschile della casa circondariale di Lecce, dopo aver realizzato un progetto di trasformazione digitale UNiO, il sistema di video colloqui con i familiari che consente ai detenuti di usufruire di postazioni dedicate e progettate ad hoc.