sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 13 dicembre 2025

Per la donna non si esclude l’assunzione di droga. Tragedia nel carcere femminile di Rebibbia. Una detenuta di 59 anni è morta nella notte scorsa e sono in corso accertamenti da parte della polizia penitenziaria per ricostruire la dinamica dei fatti. La procura ha aperto un’inchiesta mentre si cerca di capire se la reclusa sia deceduta per cause naturali o in seguito a un malore. Non si esclude dopo l’assunzione di qualche sostanza, visto che anche un’altra detenuta si è sentita male ed è stata portata in ospedale.

Un altro detenuto, in coma da tempo dopo essere stato aggredito sempre all’interno dello stesso complesso carcerario, ma in questo caso maschile, è morto invece nella giornata di giovedì in ospedale senza aver mai ripreso conoscenza. In questo caso potrebbe scattare a breve un’indagine per omicidio. E infine decesso presumibilmente per malore nelle ultime ore anche nel carcere di Viterbo dove un recluso è stato trovato senza vita. Proprio in segno di lutto sono stati rinviati a data da destinarsi i “Giochi della Speranza”, la 2ª edizione della piccola olimpiade che avrebbe dovuto svolgersi oggi all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile. La decisione è stata presa in conseguenza della morte della donna detenuta nell’istituto avvenuto nel corso della notte per cause ancora da accertare. L’evento è stato rimandato in segno di lutto e per rispetto dei familiari della detenuta.

“Mi rendo conto di quanto possa essere difficile tenere accesa la speranza in un momento del genere, ma resta la convinzione di voler riproporre questa iniziativa che voleva essere un momento di sollievo, di relazione, rieducazione e crescita personale, per le detenute. Una giornata di normalità. Dopo quello che è successo oggi possiamo renderci conto di quanto ci sia bisogno di un po’ di normalità. Oggi è stato giusto rimandare, questo è un giorno di lutto non di gioia, ma rimanderemo questo evento a un’altra occasione perché “I Giochi della Speranza” devono continuare a esistere.

Abbiamo anche deciso di rispettare un minuto di silenzio e di preghiera qui davanti al carcere di Rebibbia per la morte della detenuta. Una sosta per fermarci a riflettere sul quanto è successo senza essere travolti dagli eventi come spesso ci capita”. Così Daniele Pasquini, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport. Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato (F.S.A.-C.N-P.P.-S.PP.), “siamo all’ennesimo caso di diffusione di stupefacenti che solo negli ultimi mesi dell’anno registra due morti a San Vittore-Milano e tre ricoverati in gravi condizioni, sempre a Rebibbia reparto maschile un decesso, uno a Sassari, uno a Gorizia, uno a Reggio Emilia e uno a Firenze”. 

“Nel corso dell’anno - prosegue il sindacalista - i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 chili di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di ‘Blu Punisher’ e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l’orudis 200, il contramal, lo stinox, il lentomil - che vengono date per terapia - per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare. Intorno al traffico e all’uso di droga è sempre la criminalità organizzata a fare affari, controllando, come dimostrano numerose inchieste, le più grandi piazze di spaccio dentro e con l’uso dei telefonini fuori”.