radioroma.it, 4 agosto 2025
Un detenuto italiano è stato trovato privo di vita ieri mattina all’interno della sua cella nel carcere romano di Regina Coeli. Le cause della morte non sono ancora state chiarite e sono attualmente in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti. A dare l’annuncio è stato il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), che attraverso il segretario Maurizio Somma ha espresso preoccupazione per le condizioni della struttura e per la difficoltà crescente del personale penitenziario nel gestire la sicurezza. Anche Donato Capece, segretario generale del sindacato, ha rinnovato l’invito alle istituzioni affinché si investano risorse concrete per garantire maggiore sicurezza negli istituti di pena del Lazio e tutelare operatori e detenuti.
Un uomo, detenuto presso l’istituto penitenziario di Regina Coeli a Roma, è stato ritrovato privo di vita all’interno della sua cella. Il ritrovamento ha immediatamente allertato sia gli agenti della polizia penitenziaria sia il personale sanitario in servizio nella struttura. Nonostante gli immediati tentativi di soccorso, ogni intervento si è rivelato purtroppo inutile. L’identità del detenuto non è stata ancora resa nota e rimangono da accertare le esatte circostanze che hanno condotto al decesso. Le autorità stanno effettuando tutte le verifiche necessarie per comprendere se si tratti di una morte naturale, un gesto volontario o un’altra causa.
La notizia è stata diffusa dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha sottolineato le condizioni critiche in cui versa la struttura di Regina Coeli. Maurizio Somma, rappresentante del sindacato, ha dichiarato che l’episodio rappresenta l’ennesimo segnale di allarme e ha ribadito come le problematiche strutturali e organizzative rendano sempre più complesso il lavoro quotidiano del personale penitenziario. Secondo Somma, questi eventi drammatici potrebbero talvolta essere evitati, qualora venissero adottati interventi di prevenzione e ammodernamento più efficaci. Le condizioni logistiche e sanitarie della struttura romana rappresentano un problema noto da tempo e più volte denunciato.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha rivolto un nuovo appello alle istituzioni, chiedendo con fermezza un potenziamento degli investimenti nella sicurezza degli istituti di pena. Capece ha evidenziato l’importanza del ruolo svolto dalla polizia penitenziaria, che oltre a garantire l’ordine all’interno delle carceri, costituisce un presidio essenziale per il contenimento della criminalità anche al di fuori degli ambienti detentivi. Per il sindacalista, il decesso avvenuto a Regina Coeli dovrebbe rappresentare un punto di svolta nella gestione del sistema carcerario, non solo nella Capitale ma in tutte le strutture del Lazio. Interventi urgenti risultano indispensabili per migliorare la vivibilità degli istituti e prevenire ulteriori tragedie.











