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di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 5 luglio 2024

Serata drammatica nel Centro di permanenza per il rimpatrio sulla via Portuense. Il giovane extracomunitario salvato dal personale di vigilanza. Poi le proteste di alcune decine di persone e l’intervento delle forze dell’ordine. Un detenuto tenta il suicidio nel Cpr di Ponte Galeria e gli altri extracomunitari organizzano una protesta nel Centro di permanenza per il rimpatrio incendiando materassi nelle camerate. Una serata di tensione in via Portuense con l’intervento di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa che hanno anche lanciato lacrimogeni per interrompere le proteste, che stavano provocando danni alle strutture.

Tafferugli e danni nell’edificio - L’allarme è scattato alle 21 circa quando alcuni addetti alla vigilanza del centro hanno soccorso il ragazzo che stava cercando di togliersi la vita. Il ragazzo è stato salvato e accompagnato in infermeria per accertamenti. Ignoti al momento i motivi che lo avevano spinto al gesto estremo. Poco dopo però alcune decine di detenuti in attesa che la loro posizione venga definita sul territorio nazionale o meno, con la successiva espulsione, hanno dato vita a tafferugli nella struttura, bruciando - come è successo più volte in passato - gli arredi dei locali a loro destinati.

Indagini per identificare gli organizzatori della protesta - Una situazione ad alta tensione, già vissuta all’interno del Cpr romano, al centro in passato di episodi analoghi, con detenuti sui tetti e roghi appiccati nei reparti, che è andata avanti per circa un’ora, interrotta dall’intervento di poliziotti e carabinieri che hanno ripreso il controllo di quella parte dell’edificio. Non ci sarebbero stati feriti mentre sono in corso indagini per identificare i responsabili di quanto accaduto e capire se ci sia un collegamento con le motivazioni del tentato suicidio del ragazzo.