di Stefano Liburdi
Il Tempo, 13 febbraio 2023
A Rebibbia detenuti ed ex calciatori in campo insieme per il derby. Un pallone giallo che corre lungo la fascia di un campo da calcio, un ragazzo con la maglia celeste e un altro con quella della Roma a rincorrerla fino a raggiungerla.
Un calcio al loro passato e una traiettoria verso il futuro che gonfia la rete. Un muro, alto e grigio, che delimita uno dei lati lunghi del terreno ma che, per un giorno, fa meno paura, anzi sembra quasi che si possa abbattere. Un derby tra detenuti carico di significati e di emozioni quello che si è disputato ieri mattina al carcere di Rebibbia Penale in una limpida giornata in cui il sole ha reso meno aggressivo il freddo ai tanti presenti.
Capitani delle due squadre i giornalisti Piero Torri per la Roma e Guido De Angelis per la Lazio che hanno portato le rispettive divise da indossare. A incitare i giocatori Giancarlo Oddi, Tonino Tempestilli, Bruno Giordano, Michelangelo Sulfaro e Massimo Piscedda, indimenticabili bandiere delle due squadre capitoline.
Una giornata di festa e di sport realizzata grazie all’impegno di “Seconda Chance”, fondata dalla giornalista Flavia Filippi, associazione nata per aiutare il reinserimento di detenuti ed ex detenuti nel mondo del lavoro. Gli ospiti sono stati accolti da reclusi e personale del Penale con sorrisi e strette di mano. Visibile l’emozione sul volto di chi qui sta scontando la sua pena, grato agli ospiti perché hanno reso questa giornata non uguale agli altri gironi.
Emozionati anche gli ex calciatori, colpiti da tanto affetto e sorpresi per le sensazioni che un luogo così può regalare. Il più applaudito Bruno Giordano che poteva contare sul tifo dei laziali e su quello dei napoletani che ricordavano il primo scudetto vinto all’ombra del Vesuvio e quel meraviglioso trio “Ma.Gi.Ca.” composto da lui, Maradona e Careca.
La partita, combattuta e avvincente, ha visto un avvio equilibrato con la Lazio che dopo un quarto d’ora di gioco ha provato l’allungo con un gol di ottima fattura del suo centravanti. La risposta della Roma non si è fatta attendere con un gran tiro da fuori del difensore centrale che ha sorpreso l’ottimo portiere laziale fuori dai pali.
Da bordo campo i più attivi nel dispensare i consigli erano Giordano, che mostrava i movimenti da fare agli attaccanti e Oddi alla mezz’ ala laziale che aveva provato ripetutamente il calcio da fuori. “Hai un bel tiro, - ha detto l’ex difensore della Lazio di Maestrelli - però devi prendere la porta!”. Proprio allo scadere del primo tempo il raddoppio dei biancocelesti.
I due fischi di Aniello, da Napoli, rispettato arbitro per l’occasione, hanno mandato le squadre al riposo. All’inizio della ripresa la Roma si è riversata nella metà campo laziale riuscendo a ribaltare il risultato portandosi avanti per 3-2.
La Lazio è apparsa stordita ma piano piano ha ripreso a macinare gioco trovando quattro volte la via della rete fissando il punteggio sul 6-3 per i biancocelesti. Il triplice fischio di Aniello decretava la fine delle ostilità e l’inizio dei festeggiamenti con autografi, dediche e la foto di gruppo che ha visto insieme detenuti (giocatori e tifosi), ex giocatori, il direttore del Penale Antonella Rasola, la Garante comunale dei diritti dei detenuti Gabriella Stramaccioni, il comandante della Penitenziaria Luigi Ardini, la sua vice Caterina Franzè e il capoarea Sara Macchia.











