romatoday.it, 7 giugno 2026
Sovraffollamento e carenza di organici nelle carceri di Roma e del Lazio. La Fns Cisl chiede interventi urgenti per la sicurezza del personale. Le carceri di Roma e del Lazio sono sempre più sovraffollate, con un numero di detenuti che supera largamente la capienza regolamentare, mentre il personale di polizia penitenziaria risulta in grave carenza. È quanto emerge dai dati del ministero della giustizia aggiornati al 31 maggio 2026 e diffusi dalla Fns Cisl. Nella città di Roma sono attualmente presenti 3.389 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.688 posti: un sovraffollamento di 701 unità. I casi più critici riguardano il carcere di Rebibbia (NC CC), con 443 detenuti oltre il limite, e Regina Coeli, che supera la capienza di 376 unità. La situazione non è migliore sul resto del territorio regionale. Nei 14 istituti del Lazio risultano recluse 6.917 persone, a fronte di una capienza complessiva di 5.316 posti: un eccesso di 1.601 detenuti.
Carenza di organici: fino al 60% in meno per gli ispettori - Al problema del sovraffollamento si aggiunge quello della carenza di personale. A Roma mancano circa 300 agenti di polizia penitenziaria; su scala regionale il dato sale a circa 500 unità. In alcuni istituti, la carenza nel ruolo degli ispettori raggiunge il 60 per cento in meno rispetto all’organico previsto. Secondo la Fns Cisl Lazio, questa situazione produce conseguenze dirette sulla vivibilità e sulla sicurezza degli istituti: “La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza di personale costringe il personale a carichi di lavoro eccessivi e un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo”.
La richiesta del sindacato - Il sindacato sottolinea che il sovraffollamento rende inaccettabili anche le condizioni di lavoro degli agenti e chiede interventi urgenti. Per la Fns Cisl Lazio “la sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale, vi è la necessità di compensare le perdite di personale e completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente a garantire la sicurezza e l’operatività degli istituti penitenziari”. Il sindacato ribadisce inoltre “la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di polizia penitenziaria possano lavorare in un ambiente più sicuro”, chiedendo alle autorità competenti una risposta concreta, in particolare sulla revisione della dotazione organica negli istituti interessati da ampliamenti. Solo riducendo il sovraffollamento, sostiene la Fns Cisl Lazio, sarà possibile “tornare a controllare in maniera adeguata chi realmente deve stare in carcere”.










