romatoday.it, 1 novembre 2024
Nella Casa circondariale di Regna Coeli si registra il numero più alto di suicidi. Quintavalle (Asl Roma 1): “Promuoviamo un contesto più sicuro per le persone in carcere”. Ridurre i rischi di atti di autolesionismo e suicidi in carcere, promuovendo la salute mentale e il benessere dei detenuti. Con questo obiettivo è stato firmato, presso la Casa circondariale di Regina Coeli, in cui si registra il più alto numero di suicidi in Italia, il protocollo di prevenzione e gestione del rischio autolesivo e suicidario. A siglarlo sono stati: la direttrice della casa circondariale, Claudia Clementi e il commissario straordinario della Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle, alla presenza del garante per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio Stefano Anastasìa.
Con questo documento, la Regione e la Asl puntano a rafforzare le misure di intervento, supporto e monitoraggio in carcere, integrando le competenze del personale sanitario e penitenziario in un intervento di sistema volto a ridurre i rischi di suicidi e di atti di autolesionismo. Tra le azioni previste, in particolare, la valorizzazione degli interventi dei peer supporter (detenuti che, una volta adeguatamente formati, possono diventare figure di supporto e di riferimento per altri detenuti), i colloqui e l’osservazione da parte dei diversi operatori per favorire adeguati processi di adattamento, l’informazione sull’offerta e le attività delle aree sanitarie, educative e di sicurezza e sulle modalità di richiesta di supporto, l’organizzazione di gruppi di accoglienza con psicologi della Asl ed educatori, il monitoraggio dei casi più vulnerabili, la formazione degli operatori per la rilevazione dei rischi e gli interventi di primo soccorso con esercitazioni periodiche.
“L’adozione del protocollo - spiega Stefano Anastasìa - è un passaggio importante di condivisione degli interventi da parte della Asl e della Direzione dell’istituto. Sappiamo quanto Regina Coeli sia la frontiera più esposta al rischio suicidario a Roma e nel Lazio, fino ad avere il tragico record di 14 suicidi, il maggior numero di casi registrati in Italia tra il 2020 e il 2024”. Una situazione che, per il garante dei detenuti è effetto di una serie di fattori “della sua utenza, particolarmente vulnerabile, della carenza del personale, della vetustà e inadeguatezza della struttura, cui si aggiunge un tasso di affollamento del 188 per cento, tra i più alti in regione e a livello nazionale. Con questo Protocollo - prosegue Anastasìa -, la direzione dell’istituto e i servizi sanitari disciplinano le loro modalità di attivazione e intervento a sostegno delle persone che manifestino un rischio suicidario, già prevedendo momenti congiunti di valutazione della sua implementazione. È un segnale importante di reazione istituzionale alla drammatica successione di suicidi a cui stiamo assistendo a livello nazionale. Speriamo che sia finalmente seguito da analoga sensibilità di altri interlocutori istituzionali, ciascuno per la propria competenza, nella riduzione delle cause ambientali del rischio suicidario, a partire dal cronico sovraffollamento e dal depauperamento dei servizi socio-sanitari sul territorio che ne è spesso l’origine”.
“La sinergia tra istituzioni e personale sanitario e penitenziario - spiega il commissario straordinario della Asl Roma 1, Quintavalle - testimonia l’impegno comune verso una gestione umanizzata e attenta, con l’obiettivo di promuovere un contesto più sicuro per le persone sottoposte a misure restrittive. Questo è un inizio: crediamo fermamente che tale approccio, con interventi multidisciplinari e tempestivi, possa fare la differenza, contribuendo a promuovere una cultura della salute e del sostegno in grado di prevenire proattivamente episodi di autolesionismo e di suicidio in carcere”. Alla firma del protocollo erano presenti anche il direttore del Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 1 Giuseppe Ducci, la direttrice della Uosd (Unità operativa semplice di dipartimento) Salute mentale e dipendenze in ambito penale della Asl Roma 1 Adele Di Stefano, il direttore della Uosd Assistenza sanitaria Regina Coeli - Distretto 1, Luigi Antonio Persico e del comandante di polizia penitenziaria Francesco Salemi.
La casa circondariale di Regina Coeli è il primo carcere per numero di suicidi, come documenta il report suicidi 2024 elaborato da “Ristretti Orizzonti” (giornale dalla Casa di reclusione di Padova e dell’Istituto di pena femminile della Giudecca) nel dossier “Morire di carcere”. La Capitale vede anche il carcere di Rebibbia quasi nella top ten, all’undicesimo posto con sette suicidi dal 2020 al 2024.










