Ristretti Orizzonti, 17 settembre 2024
“Ancora un suicidio in carcere, il terzo a Regina Coeli dall’inizio dell’anno, ancora in VII sezione: un uomo di cinquant’anni, arrestato lo scorso 25 agosto, per la prima volta in carcere. In attesa che il Governo finalmente faccia qualcosa contro il sovraffollamento, che è certamente concausa di questa terribile sequenza di suicidi (oggi a Regina Coeli ci sono 1.168 detenuti per 626 posti regolamentari effettivamente disponibili), torniamo a chiedere la chiusura della VII sezione e la riorganizzazione a Regina Coeli di una sezione di accoglienza degna di questo nome, cui dare spazi e personale qualificato per la prevenzione del rischio suicidario”. E’ quanto dichiarano il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone.
I sindacati: 1.168 reclusi e solo 626 posti, siamo sul baratro
La denuncia della Uilpa Polizia penitenziaria: “Carceri sovraffollate e pochi agenti, è un'emergenza”. Un altro suicidio in carcere, secondo caso in 12 ore e 72esimo dall'inizio dell'anno. L'ultima morte a Roma, nell'istituto di pena di Regina Coeli, dove il detenuto è stato ritrovato impiccato. Ne danno notizia i sindacati tramite Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria, che al calcolo dei decessi aggiunge e ricorda anche i sette agenti proprio della polizia penitenziaria che si sono tolti la vita sempre in questo 2024.
“Italiano, 50 anni, arrestato il 25 agosto scorso per maltrattamenti in famiglia, ha deciso di farla finita e verso le 6.45 è stato rinvenuto impiccato nella sua cella del carcere romano di Regina Coeli - racconta l'ultima mote De Fazio -. A nulla sono valsi i soccorsi, una strage senza fine e senza precedenti che certifica, ancora una volta, il fallimento più totale del sistema carcerario”.
Sovraffollamento - Il sindacato denuncia così il quadro generale, di sovraffollamento e organico carente. “Con 1.168 detenuti a fronte di 626 posti disponibili e il 184% di surplus di detenuti, Regina Coeli è uno dei penitenziari più sovraffollati del Paese. A questo fa da contraltare una voragine negli organici del corpo di polizia penitenziaria che vede assegnati 350 agenti quando ne servirebbero 709. D'altronde, a livello nazionale sono 15 mila i reclusi oltre i posti disponibili e 18 mila le unità mancanti alla polizia penitenziaria. A questo si aggiungano strutture fatiscenti, dotazioni inadeguate, carenze nell'assistenza sanitaria e psichiatrica, approssimazione organizzativa - prosegue De Fazio - e il quadro che ne emerge è desolante. A pagarne le spese detenuti e operatori con questi ultimi esposti ad aggressioni continue (oltre 2.500 nell'anno) e sottoposti a turnazioni massacranti con la compressione dei più elementari diritti anche di rango costituzionale. Ma come si può pensare di rieducare i condannati violando le leggi dello Stato anche nei confronti di chi lo Stato incarna e rappresenta?”.
Disordini nelle carceri - E del resto, nelle ultime settimane, negli istituti di pena si moltiplicano anche i disordini, frequenti a Roma pure nel carcere minorile di Casal del Marmo. “Servono interventi urgenti e tangibili per deflazionare la densità detentiva, potenziare il corpo di polizia penitenziaria e assicurare l'assistenza sanitaria e psichiatrica, siamo a un passo dal baratro”, conclude De Fazio.










