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vivereroma.org, 13 ottobre 2025

Detenuti e agenti di Rebibbia in scena con uno spettacolo multimediale ispirato a Calvino. Al Teatro Olimpico il 22 ottobre, un viaggio tra memoria e redenzione attraverso l’arte. C’è una città invisibile che prenderà vita sul palco del Teatro Olimpico di Roma il 22 ottobre 2025, alle 11:30: è quella dei detenuti ed ex detenuti di Rebibbia, in uno spettacolo multimediale ispirato all’opera di Italo Calvino. Come può l’arte trasformare le sbarre in parole e i ricordi in redenzione? “Rebibbia: la Città invisibile”, prodotto dall’Associazione Ottava Arte per la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe, coinvolge anche il personale della polizia penitenziaria in un progetto che celebra il 40° anniversario della scomparsa dello scrittore.

Sul palco, i veterani del Teatro Libero di Rebibria - Juan Dario Bonetti, Giacomo Silvano, Marcello Lupo e altri - portano in scena i luoghi della memoria infantile: dal Corviale di Roma alle case dei nonni profughi da Sarajevo. “Ogni cosa attorno portava il nome di Itaca”, raccontano, “città ragnatela dalle cui maglie è difficile fuggire”. E mentre sullo schermo appaiono i volti di chi sta ancora scontando la pena, l’ispirazione calviniana diventa un battito sul muro di prigione: “c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio”. Con la partecipazione straordinaria di Alessandro Marverti e dell’ispettore Cinzia Silvano, lo spettacolo mostra come casa non sia un luogo fisico, ma uno stato mentale da riconoscere e costruire con parole nuove.

Dal 2003, il Teatro del Carcere di Rebibbia è un’accademia di spettacolo che ha coinvolto oltre 2000 detenuti e 100.000 spettatori, dimostrando che un “altro carcere” è possibile. Sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio, questo progetto - pensato per favorire la partecipazione degli studenti - è libero e gratuito, con prenotazione necessaria all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per raggiungere il Teatro Olimpico (Piazza Gentile da Fabriano 17), basta la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2: un viaggio nella Roma che crede nel potere trasformativo dell’arte. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Ottava Arte. Forse, uscendo dal teatro, quella città invisibile continuerà a vivere negli occhi di chi l’ha vista: non più prigione, ma promessa di una casa possibile.