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di Ilaria Sacchettoni

Corriere della Sera, 15 agosto 2022

Impossibile impiegare magistrati onorari perché servono già per il settore civile ancora più in sofferenza. Dunque slittano in avanti i processi che vengono dall’udienza preliminare.

La coperta del Tribunale penale è sempre più corta. Impossibile impiegare i togati onorari (magistrati che non beneficiano delle stesse tutele rispetto ai colleghi in carica) perché già devono puntellare il settore civile, prioritario per ottenere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Dunque, a giudizio di Roberto Reali, presidente del Tribunale di Roma, con il 14,51% di organico scoperto, restavano poche soluzioni. Così ha scelto di imporre un argine di sei mesi alle udienze collegiali provenienti dalle decisioni dei gip. Dal 15 ottobre in poi non verranno fissati nuovi collegi per i processi provenienti dall’udienza preliminare.

La misura dovrebbe, nelle intenzioni del presidente, permettere ai magistrati di smaltire l’arretrato senza effetti collaterali per la produttività generale: “Ritenuto - si legge nel documento- che il provvedimento non inciderà negativamente sulla produttività dell’ufficio, atteso che lo sgravio parziale consentirà di avere più tempo a disposizione per lo studio dei fascicoli che si tradurrà in una più rapida definizione dei relativi procedimenti”. I giudici potranno continuare il proprio lavoro senza aggiungere nuovi processi alla già enorme mole di impegni quotidiani. Quanto ai tempi della giustizia, poco cambia se si considera che già oggi un processo per frode in pubbliche forniture è stato fissato per il 22 gennaio 2024, fra un anno e mezzo.