di Stefano Sermonti
mondosanita.it, 31 luglio 2026
Concessione gratuita trentennale di spazi penitenziari per un poliambulatorio che garantisce accesso alle cure, supporto alle dipendenze e riduzione dei trasferimenti protetti. La Regione Lazio, l’Asl Roma 2 e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede la concessione gratuita, per trent’anni, di uno spazio interno al penitenziario di Rebibbia destinato alla realizzazione del Poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”. La delibera è stata approvata dalla giunta regionale il 23 luglio, su proposta del presidente Francesco Rocca, che ha seguito in prima persona l’iter del progetto. In base all’accordo, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria mette a disposizione a titolo gratuito il fabbricato A dell’istituto, azzerando i costi per l’acquisto o la locazione degli spazi. L’Asl Roma 2, tramite la Regione, si farà carico integralmente dell’allestimento, della dotazione strumentale e dell’erogazione delle prestazioni, oltre alla copertura dei costi operativi per medici, infermieri e specialisti.
La concessione è di durata trentennale, con possibilità di rinnovo per ulteriori vent’anni. “La Casa della Comunità di Rebibbia è un atto di civiltà, voluto dalla nostra giunta, non solo a tutela dei detenuti, ai quali va garantito un equo accesso alle cure sanitarie ma, soprattutto, di chi opera all’interno della struttura. Un luogo di cura all’interno di un carcere garantisce una convivenza più serena che agevola anche il processo di reinserimento sociale di chi si trova a scontare una pena. Quando mi sono insediato ho trovato una situazione sconcertante rispetto alla sanità carceraria che è un diritto costituzionale ed è, in particolar modo, lo specchio del livello di progresso civile di una comunità” ha commentato Rocca.
L’obiettivo è assicurare standard di equità, universalità e dignità assistenziale identici a quelli dei cittadini liberi, con particolare attenzione alla gestione dei disturbi da uso di sostanze tra i detenuti tossicodipendenti, affiancando alla terapia farmacologica percorsi di counseling e sostegno psicologico. La nuova struttura integrerà i servizi medici, specialistici e infermieristici all’interno del penitenziario, riducendo i trasferimenti esterni in scorta e rafforzando la continuità delle cure.










