di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 giugno 2024
Domani mattina al Tempio di Adriano l’iniziativa sull’emergenza penitenziaria Greco (Cnf): “Dagli avvocati un appello per fermare la scia infinita dei suicidi”. “La nostra Carta Costituzionale traccia con chiarezza i principi di umanità e dignità che devono guidare il trattamento dei detenuti. Tuttavia, la realtà quotidiana delle nostre carceri evidenzia un quadro preoccupante di sovraffollamento, con condizioni di vita non sempre tollerabili e una scia di suicidi tra i detenuti”. A dirlo è Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, che interverrà giovedì 13 giugno all’evento “Portare il carcere nella Costituzione” organizzato dal Dubbio presso il Tempio di Adriano a Roma, dalle ore 9.30 alle 14.
“L’impegno del Cnf - aggiunge il presidente del Cnf - è da sempre quello di collaborare, insieme alle istituzioni preposte, a una riforma del sistema penitenziario che possa garantire diritti e umanità ai detenuti in un’ottica rieducativa, e assicurare alla magistratura di sorveglianza più risorse e organici”. “Gli avvocati, come custodi dei diritti costituzionali alla libertà e alla dignità - conclude Greco - vogliono fare un appello ai media italiani: impegniamoci tutti insieme per far conoscere la situazione delle carceri italiane e contribuire a creare condizioni di vita dignitose per i detenuti”.
L’iniziativa prevede due attività in contemporanea: all’esterno, in piazza di Pietra, sarà ricostruita una cella di isolamento aperta a tutti i cittadini, ai quali Il Dubbio offrirà la possibilità di provare per cinque minuti cosa significa essere reclusi in un carcere. All’interno del Tempio di Adriano, negli stessi orari, si svolgerà un ciclo di dibattiti a cui prenderanno parte esponenti del governo, parlamentari, architetti, neuroscienziati, avvocati e magistrati, che dialogheranno sui nodi principali della questione penitenziaria. Tra gli altri, interverranno il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario Andrea Ostellari, la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, la deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, la senatrice dem Valeria Valente e il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Alberto Balboni.
L’avvocatura sarà rappresentata, oltre che dal presidente Greco, dalla vicepresidente del Cnf Patrizia Corona e dal vicepresidente della Fai Vittorio Minervini. Il convegno sarà valido ai fini della formazione continua degli avvocati, esclusivamente per coloro che parteciperanno in presenza: per prenotarsi basta inviare una mail all’indirizzo
L’esperienza in cella sarà introdotta da Marco Sorbara, ex detenuto che ha trascorso 909 giorni in cella da innocente: i cittadini, che resteranno chiusi dentro, potranno sperimentare un’esperienza assolutamente realistica: troveranno una branda, un wc a vista e, a fianco, un fornelletto da cucina. “Raccogliamo in questo modo l’invito del Presidente della Repubblica e cerchiamo di dare una risposta alla strage dei suicidi dietro le sbarre, che sembra non avere fine: proprio in questi giorni abbiamo raggiunto il macabro primato delle 40 vittime”, spiega il direttore del Dubbio Davide Varì, richiamando l’attenzione sulla scia di sangue che continua ad allungarsi dall’inizio dell’anno. Un triste record destinato a crescere, soprattutto con l’estate, se non si agirà tempestivamente per riportare il carcere nei binari tracciati dalla Costituzione.
Da tempo, infatti, l’esecuzione penale ha assunto connotazioni in palese violazione dell’articolo 27 della Carta, in base al quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Mentre oggi il carcere è un luogo in cui l’umanità sprofonda, senza alcuna prospettiva per un rientro positivo nella società. Per questo è necessario agire subito. A cominciare dall’architettura penitenziaria, che deve muovere verso una visione umana e integrata, assicurando il diritto all’affettività in carcere sancito dalla Consulta con la sentenza dello scorso gennaio. Della “struttura carcere” e del suo impatto su chi la popola discuteremo in apertura dell’evento.
A seguire parleremo di detenzione femminile: una minoranza penitenziaria di cui nessuno si cura, quella delle donne in carcere, condannate a scontare un doppio isolamento negli istituti pensati a misura di uomo. Anche per ciò che riguarda l’accesso all’istruzione e al lavoro, un altro tema al centro del nostro dibattito insieme alla questione dei minori in carcere. Ad animare l’evento, dalle ore 11, il monologo teatrale “Sbarre di solitudine. Vite spezzate in una prigione di ombre” a cura della compagnia “Attori & Convenuti”.









