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romatoday.it, 2 luglio 2024

Firmato un protocollo d’intesa che coinvolge Città Metropolitana, Garante e dipartimento di amministrazione penitenziaria. Le persone private della libertà personale detenute negli istituti di pena di Roma e provincia potranno formarsi lavorativamente in Ama. È il risultato che si prefissa il protocollo d’intesa siglato tra Città Metropolitana, la Garante dei detenuti e il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, firmato il 1° luglio in Campidoglio. L’obiettivo è quello di promuovere e sviluppare attività formative per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone private della libertà personale. E la prima azienda a partecipare è Ama, municipalizzata ambientale posseduta al 100% da Roma Capitale, presieduta da Bruno Manzi, ex capo di gabinetto di Roberto Gualtieri a Palazzo Valentini. In questo modo sarà possibile agevolare l’inserimento o reinserimento dei detenuti nel mercato del lavoro e prevenire eventuali comportamenti autolesivi o la reiterazione del reato.

L’uso delle compostiere - Per riuscirci, l’ente metropolitano e il dipartimento hanno studiato un primo percorso di formazione in apprendistato rivolto ai detenuti di Rebibbia, che riceveranno una formazione ad hoc per utilizzare le “compostiere”, le macchine di trasformazione dei rifiuti organici in compost. Al termine del percorso formativo sarà rilasciata una qualifica professionale, indispensabile e necessaria nei diversi impianti dell’Ama.

Un Polo Pubblico della Formazione - Inoltre, è stato costituito un Polo Pubblico della Formazione con cui Città Metropolitana e Roma Capitale intendono promuovere la realizzazione di progetti di formazione finalizzati alla stipula di contratti di lavoro in apprendistato, in collaborazione con il dipartimento di amministrazione penitenziaria e con Ama. I percorsi formativi avranno un sistema duale, basato sull’alternarsi di momenti formativi “in aula” e momenti di formazione pratica in “contesti lavorativi”, favorendo così politiche di transizione tra il mondo carcerario e il mondo del lavoro, prevedendo - per i detenuti inseriti nel programma e considerati idonei dal dipartimento - un’equa retribuzione per il lavoro svolto. Il Polo fa parte delle politiche sociali illustrate da Gualtieri a Papa Francesco durante la visita del Santo Padre in Campidoglio il 10 giugno, coerente con l’enciclica papale “Fratelli Tutti”.

Gualtieri: “Diamo speranza solida di reinserimento” - “Un progetto bello e importante di formazione rivolto ai detenuti di Rebibbia - commenta il Sindaco -. Il piano, che abbiamo presentato a Papa Francesco in occasione della sua visita in Campidoglio, prevede una formazione a pieno titolo, sia teorica che pratica, in un ambito lavorativo molto richiesto, con l’obiettivo di garantire uno sbocco professionale. Dare dignità e formazione alle persone private dalla libertà significa dar loro una speranza solida di reinserimento e farlo su un tema importante come l’economia circolare ne aumenta ancor di più il valore”. Per Daniele Parrucci, delegato a edilizia scolastica, impianti sportivi e formazione in Città Metropolitana “una formazione professionale seria, portata all’interno degli istituti penitenziari, può dare ai detenuti una speranza rinnovata, perché una nuova strada è possibile. Dopo un anno di teoria in aula, è prevista anche la possibilità di fare pratica nelle sedi di Ama, con un contratto di apprendistato retribuito”.

La Garante: “Questo progetto ha una visione complessiva” - La Garante dei detenuti di Roma, Valentina Calderone: “Sovraffollamento e suicidi in carcere sono un’emergenza nazionale - commenta - e ideare un progetto del genere con una visione così complessiva è più importante che mai. Anche il Santo Padre, nella Bolla di indizione del Giubileo, ha più volte citato la condizione delle persone detenute, chiedendo ai Governi di restituire loro la speranza, anche attraverso forme di amnistia o indulto, volte ad alleggerire l’attuale insostenibile condizione di vita cui sono sottoposte le persone nelle nostre carceri e aiutarle a recuperare fiducia in sé stesse e nella società”.