di Giulio De Santis
Corriere della Sera, 6 maggio 2026
L’inchiesta ipotizza i reati di tortura e lesioni: salgono a 11 gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti nell’inchiesta. Un’altra vittima. E un nuovo indagato. Si allarga l’inchiesta sulle vessazioni subite dai detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo per mano (come sospetta la Procura) degli agenti della polizia Penitenziaria. Sale a undici il numero di indagati tra gli appartenenti alle forze dell’ordine. All’undicesimo agente è contestato il reato di lesioni. A patirle il quattordicesimo detenuto che per la Procura sarebbe stato umiliato e picchiato. Intanto prosegue l’incidente probatorio disposto dal gip su richiesta del pm Rosaria Affinito per cristallizzare le testimonianze di chi sarebbe stato schiaffeggiato e preso a calci dagli agenti indagati, difesi dagli avvocati Marco De Carolis e Domenico Naccari.
Nei giorni scorsi è stato sentito Damiano, 17 anni all’epoca delle presunte violenze (lo scorso novembre). Ecco alcuni passaggi dell’esame: “Sono entrato in carcere il 16 agosto del 2025. Tre giorni dopo mi hanno picchiato. A prendermi di mira, detenuti e agenti. Una volta mi sono lamentato di come venivo tratto dai compagni di cella. Gli agenti prima mi hanno schiaffeggiato, poi mi hanno condotto in isolamento, dove Pugile e Animale (soprannomi di due indagati, ndr) hanno proseguito a picchiarmi - ha detto Damiano - Aspettavano che il comandante andasse via la sera per prendermi a calci e pugni. Erano ubriachi. Dicevano che ero un infame. I detenuti volevano che facessi entrare droga ma mi sono sempre rifiutato”.











