a cura di Stefano Liburdi
Il Tempo, 26 maggio 2024
I detenuti del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso raccontano i principali fatti di attualità. Lo sguardo sul mondo di chi da quel mondo è escluso. Un progetto che mette in primo piano formazione e reinserimento. La redazione de Il Tempo e i “futuri giornalisti” con la pagina “Visto da dentro”, festeggiano il primo compleanno. Era maggio del 2023 quando la “squadra” del reparto di alta sicurezza e quella di media sicurezza di Rebibbia si incamminavano in questa esclusiva e unica iniziativa. Lo sguardo sul mondo di chi da quel mondo è escluso ha sensibilizzato il lettore, come dimostrano le tante critiche positive avute.
Questo lavoro di squadra è stato ed è uno strumento legale e sociale che migliora la persona: il solo fatto di portare fuori la voce di chi elabora articoli giornalistici da dentro una cella la dice lunga sul concetto di umanità e dignità. Noi autori non solo abbiamo dato la voce a diversi argomenti poco dibattuti ma abbiamo fornito anche delle spiegazioni.
Abbiamo spaziato dai diritti umani alle varie guerre in corso, dalla politica alla cronaca, dallo sport allo spettacolo, dall’intelligenza artificiale, sino alla bioetica, per poi passare al cambiamento in corso dell’energia del terzo millennio. Anche se il nostro status è detentivo non abbiamo prodotto articoli solo sulle problematiche carcerarie, pensiamo inoltre di aver scritto qualcosa di utile per un miglioramento e per quella speranza dovuta.
Abbiamo ospitato tante personalità nella nostra pagina, nel primo articolo c’è stata la presenza del Ministro Gennaro Sangiuliano, poi dei vari registi, da Riccardo Milani a Matteo Garrone oltre alle attrici Pilar Fogliati o Micaela Ramazzotti solo per citare alcuni nomi. Senza dimenticare il grande piacere di ospitare il Santo Padre e Pietrangelo Buttafuoco, quest’ultimo Presidente della Biennale di Venezia che ha degnamente svolto il ruolo assegnato.
Noi speriamo di proseguire con lo stesso entusiasmo che ci unisce e ringraziamo la Direzione di Rebibbia, il nostro giornalista e amico Stefano Liburdi se tutto ciò è stato possibile e la redazione de Il Tempo ricordando che questa formazione è l’unica arma potente per rendere la società libera più sicura. La formazione di queste persone detenute (che non hanno mai tradito la fiducia) può essere spendibile anche fuori se lo si vuole.
Abbiamo l’obbligo di valorizzare questa opera trattamentale che non è mai stata d’intrattenimento e questo se si vuole rispettare l’art. 27 della Costituzione dietro le sbarre. Grazie Stefano Liburdi se hai dato questa opportunità a noi, per queste significative capacità di autoriflessività maturate durante gli incontri di gruppo a vantaggio anche dell’attività di osservazione e trattamento. Grazie ancora se hai creduto in noi e se ti sacrifichi affinché questa luce non si smorzi.
La redazione di “Visto da dentro”










