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di Sandra La Fico

Corriere del Mezzogiorno, 27 gennaio 2024

Il 29enne di Caltanissetta condannato a 8 anni e 3 mesi per droga. Secondo la donna il figlio sarebbe in cella con altre 24 persone e rischierebbe la vita. Del caso si sta occupando Nessuno tocchi Caino, Giachetti (Iv) ha annunciato un’interrogazione. “Dal 3 maggio 2023 mio figlio, Filippo, che ha compiuto 29 anni il 20 gennaio scorso, è detenuto, in attesa di giudizio, nel carcere di Porta Alba, a Costanza in Romania”.

Inizia così il racconto di Ornella Matraxia, madre di Filippo Mosca, il giovane di Caltanissetta rinchiuso in carcere in Romania con l’accusa di traffico internazionale e nazionale di stupefacenti, per cui rischia dai 10 ai 20 anni di carcere. Del caso si stanno occupando il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti che ha annunciato un’interrogazione parlamentare sul tema, e Rita Bernardini di Nessuno Tocchi Caino che metterà a disposizione un legale per intervenire con la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. “Mio figlio si era recato in Romania, assieme alla sua ragazza e a numerosi altri amici, per prendere parte al Sunwave Festival.

Il giorno prima del suo volo di ritorno da Bucarest a Costanza, mentre era in albergo, con la sua ragazza, un amico e una ragazza che faceva parte di un gruppo diverso da quello di mio figlio, quest’ultima ha detto di dover ricevere un pacchetto da Barcellona. Filippo non aveva idea di cosa contenesse il pacco. E nonostante la ragazza, intestataria del pacchetto, abbia dichiarato di essere l’unica responsabile, la polizia rumena ha portato tutti in caserma”.

Il pacchetto con la droga - Il pacchetto conteneva 150 gr, tra marjuana, ketamina e mdma. “In caserma li hanno praticamente sequestrati per 48 ore - racconta -, impedendo loro di chiamare un avvocato o un interprete italiano, e proceduto a intercettazioni ambiental, senza avere le autorizzazioni necessarie. Poi hanno emesso un’ordinanza di custodia cautelare”.

Da quel giorno Filippo si trova rinchiuso in una cella di 30 metri quadri, che condivide con altre 24 persone. Ha un buco nel pavimento come wc. Nessuna attività fisica o intellettuale, le giornate trascorrono nella totale disperazione e sconforto. “Da quel giorno è iniziato il nostro inferno. Durante le udienze del processo di primo grado, gli avvocati difensori hanno richiesto al giudice di escludere dalle prove le registrazioni ambientali. Dal controllo informatico del suo telefonino non hanno trovato un solo messaggio o chiamata che possa ricollegarlo all’illecito o a qualsivoglia attività di spaccio. Le traduzioni/trascrizioni delle intercettazioni non sono state accurate, con omissioni di intere pagine della conversazione, sostituzione di termini. Gli avvocati hanno ripetutamente chiesto gli arresti domiciliari per restituirgli almeno condizioni umanamente accettabili, ma il giudice li ha respinti perché potrebbe ricommettere il reato”.

La condanna - Il 12 dicembre si è chiuso il processo di primo grado ed il giudice ha condannato Filippo, sebbene coinvolto in forma minore, a 8 anni e 3 mesi di reclusione. L’appello è fissato per l’11 aprile. “Ho il cuore spezzato ed un senso di impotenza che non avevo mai sperimentato prima. Il dolore di mio figlio è il mio, le condizioni disumane di quel posto e la preoccupazione che possa accadergli qualcosa, un rischio tangibile, non mi permettono di dormire. Ma devo provare a mantenere lucidità per cercare di aiutarlo e per dargli forza e coraggio, ma non è semplice”.

La Farnesina - Per gli accordi vigenti tra Stati membri, la Farnesina, dove la signora Ornella si è recata nei giorni scorsi, nonostante si renda conto della gravità del caso, non può intervenire sul piano giudiziario. Per questo del caso si sta occupando l’associazione Nessuno tocchi Caino. “Mi è stato consigliato di chiedere l’estradizione in Italia, ma Filippo si è sempre rifiutato di riconoscere un fatto non commesso. Chiediamo solo di avere un giudizio imparziale e condizioni che rispettino la dignità umana”. In carcere sono anche la ragazza che ha confessato e l’amico di Filippo.