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di Antonio Martino

 

Avvenire, 27 febbraio 2020

 

Io faccio parte del gruppo fin da quando è stato creato. Ci siamo ingranditi, ci confrontiamo e ci rapportiamo con i volontari e con noi stessi, ma la missione è sempre comune: leggere la parola di Dio in comunità e mettere in pratica i suoi comandamenti. L'esperienza è positiva perché stiamo crescendo spiritualmente tutti insieme".

Gaspare - come Giuseppe, Alfio, Sebastiano e altri ancora - è detenuto nel penitenziario di alta sicurezza di Rossano, in Calabria. Storie e vite di carcere, ma anche di rinascita, di fede e di speranza. Tutto inizia quando l'Azione Cattolica della diocesi di Rossano-Cariati decide che un incontro annuale con i detenuti della casa di reclusione della cittadina ionica era troppo poco; bisognava fare di più.

"Così, ottenuti i permessi necessari e con la collaborazione del cappellano, del direttore e di tutto il personale penitenziario, siamo partiti", racconta Achiropita Calarota, presidente dell'Ac diocesana. "All'inizio furono solo 15 minuti dopo la messa domenicale: una piccola finestra che ci ha consentito di ascoltare ogni settimana le voci dei detenuti, inizio di un cammino insieme". Ma quello spazio minuti si è subito dilatato, anche grazie agli "esercizi di laicità" da fare durante la settimana, la meditazione e la preghiera quotidiana.

"Gradualmente ho arricchito la mia conoscenza della Bibbia sino a percepire la misericordia di Dio", testimonia Donkor. "Per 50 anni ho escluso Dio dalla vita, ero scettico. Poi, quasi senza che me ne rendessi conto, qualcuno ha bussato nel mio cuore", aggiunge Francesco. Con il passare dei mesi, questa "famiglia" particolare (così la chiama Antonio, "perché è quello che sento dentro quando siamo tutti insieme") è cresciuta, nei numeri ma anche nell'impegno, spronata e accompagnata dalla vicinanza dell'arcivescovo Giuseppe Satriano.

È nato il laboratorio "Prima luce", che mette in atto il percorso di catechesi di Ac, e al suo interno un percorso di interazione tra casa di reclusione e parrocchie, il servizio di tutoraggio ai detenuti iscritti all'università, la collaborazione con il periodico diocesano "Camminare Insieme" per una pagina dedicata.

Lo scorso dicembre un altro passo: 27 persone hanno aderito al nuovo gruppo di Ac "Sezione Carcere", presente il presidente nazionale dell'Azione cattolica Matteo Truffelli accompagnato da monsignor Satriano per consegnare personalmente le tessere ai soci. Domenica 16 febbraio un delegato della "Sezione Carcere" ha partecipato all'assemblea elettiva diocesana di Ac, in cammino verso la XVII Assemblea nazionale del 30 aprile: "Abbiamo bisogno di testimoni di fraternità - conclude Calarota - che sappiano far germogliare esperienze buone di solidarietà e custodia dell'umano sia nelle nostre case sia tra le mura di un carcere".