di Alessia Truzzolillo
lacnews24.it, 3 luglio 2026
L’esame autoptico di mercoledì non ha dissipato i dubbi sulle cause del decesso. Il 41enne era stato raggiunto da un’accusa di omicidio pochi giorni prima di venire trovato cadavere nella casa circondariale. Per capire qual è la causa che ha condotto alla morte di Cataldo De Luca, detenuto 41enne trovato cadavere il 28 giugno scorso nel carcere di Rossano, bisognerà aspettare l’esito delle analisi che sarà pronto tra circa 60 giorni. Il primo luglio, nell’obitorio di Rossano, è stata eseguita l’autopsia condotta dal medico legale Saverio Gualtieri, nominato dalla Procura di Castrovillari. All’esame autoptico ha assistito anche il dottore Angelo Lamarca, consulente di parte per la famiglia De Luca, assistita dall’avvocato Giovanni Salzano.
Dall’autopsia, però, non sarebbero emersi elementi univoci e sicuri per risalire alle cause del decesso. Troppi i dubbi: al momento non si può escludere nessuna ipotesi e tanto meno stabilire la causa della morte e l’unica soluzione all’enigma sulla tragica sorte di Cataldo De Luca sembra risiedere nell’esito delle analisi.
Le risposte su tempi e cause della morte del detenuto, come richiesto dal procuratore Alessandro D’Alessio, dovranno aspettare. L’ombra del giallo che si è allungata su questo decesso è anche dovuta al fatto che, pochi giorni prima di morire, De Luca, insieme ad altre quattro persone, era stato raggiunto da un’accusa pesante: l’omicidio del detenuto Antonio Pugliese nella casa circondariale di Catanzaro il sette luglio 2024. Pugliese stava scontando una condanna definitiva a 25 anni di reclusione per l’omicidio di Nicodemo Aloe, ucciso a colpi di pistola la sera del 24 maggio 2015 a Cirò Marina davanti al garage che aveva trasformato nella propria abitazione. Il delitto in carcere sarebbe sorto in seguito a un alterco nel corso del quale Pugliese avrebbe colpito De Luca per primo e questi avrebbe a sua volta reagito, in un crescendo che avrebbe portato alla morte di Pugliese.
Da oltre un anno Cataldo De Luca era stato trasferito nel carcere di Rossano. Raggiunto da LaC News24 l’avvocato Salzano, martedì 30 giugno ha spiegato di aver incontrato il proprio assistito due giorni prima della morte e di averlo trovato in buone condizioni psicofisiche: “Ho visto per l’ultima volta il mio assistito venerdì e tutto quello che posso dire è che stava benissimo”.










