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Il Gazzettino, 23 aprile 2026

Richiesta di incontro urgente con i vertici dell’Ulss5. Le criticità del carcere minorile si riflettono anche sul personale sanitario. A segnalarlo è il sindacato degli infermieri NurSind, che ha chiesto un incontro urgente ai vertici dell’Ulss 5 Polesana per affrontare le condizioni di lavoro nelle case circondariali di Rovigo, sia quella per adulti sia quella per minori. Nella comunicazione inviata alla direzione generale, sanitaria e amministrativa, il sindacato parla di una situazione che si protrae “da troppi mesi” e che viene definita “difficile, disagevole e fortemente demotivante” per il personale infermieristico. Il clima interno viene descritto come “particolarmente critico”, con problemi che riguardano non solo l’organizzazione del lavoro, ma anche aspetti pratici della quotidianità.

Tra questi, viene segnalata la limitazione nel poter portare cibo da casa da consumare durante la pausa prevista contrattualmente, una questione che, secondo il sindacato, non è ancora stata risolta. A questo si aggiunge la riorganizzazione legata all’apertura del carcere minorile, che ha introdotto la rotazione degli infermieri tra la struttura per adulti e quella per minori. Una modalità che non incontra il favore del personale e che viene indicata come “temporaneamente tollerabile, ma non sostenibile nel lungo periodo”, con la richiesta di individuare operatori dedicati esclusivamente al minorile. Le criticità riguardano anche l’accesso alla struttura. Il NurSind evidenzia difficoltà nel trovare parcheggio e ricorda che, a fronte di promesse di autorizzazioni per soste gratuite nelle aree limitrofe, sarebbero invece arrivate sanzioni, sulle quali non vi sono ancora certezze rispetto a eventuali annullamenti.

Un altro punto sollevato riguarda l’organizzazione interna del carcere minorile, ritenuta non adeguata a garantire la sicurezza del personale infermieristico. In questo contesto, la recente rivolta viene indicata come un elemento che ha “ulteriormente evidenziato problematiche strutturali e organizzative” che, secondo il sindacato, non possono essere ignorate.

Il documento richiama infine le condizioni psicologiche degli operatori. Si parla di “livelli di stress elevati” in un ambiente lavorativo definito “sempre più teso”, con numerosi infermieri che avrebbero manifestato la volontà di essere trasferiti ad altri servizi, segnale di una crescente sfiducia. Alla luce di queste segnalazioni, il NurSind chiede la convocazione urgente di un incontro con la direzione aziendale.