Corriere del Veneto, 26 giugno 2026
S’inasprisce la situazione nel nuovo carcere in centro città, in Pronto soccorso due agenti penitenziari intossicati. Ancora proteste e disordini nel nuovo carcere minorile “Vivaldi” inaugurato lo scorso 8 gennaio. L’altra sera un paio di detenuti minorenni stranieri hanno incendiato un materasso dentro una cella. L’intervento dei vigili del fuoco ha sedato rapidamente le fiamme, ma due agenti penitenziari in Pronto soccorso per un’intossicazione. Un altro incendio di materassi ieri pomeriggio attorno alle 18, rendendo ancora una volta necessario l’intervento dei vigili del fuoco nella struttura in via Mazzini.
Duro Gianpietro Pegoraro (Cgil penitenziari): “Il carcere minorile non doveva arrivare a Rovigo, spero sia ormai un fatto chiaro per tutti. Oltretutto il personale è abbandonato a sé stesso e, cosa secondo noi grave, il Gruppo di pronto intervento alla Casa circondariale per adulti non è stato attivato per intervenire”.
Istituito nel 2024, questo gruppo (Gio) viene azionato su disposizione del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) per sedare rivolte, risse o gravi disordini negli istituti penitenziari quando le risorse locali non sono sufficienti. Pegoraro aggiunge: “Martedì scorso quattro tentativi di suicidio da parte di detenuti minorenni, tutti sventati dagli agenti”. Amareggiato il commento della sindaca Valeria Cittadin: “Dispiace soprattutto per i residenti che subiscono situazioni di disturbo. Non ci possiamo nascondere, i disagi esistono. Valuteremo se aprire un’interlocuzione col ministero della Giustizia per spostare la struttura fuori dal centro città, ma è un’impresa quasi impossibile”.
Dentro al “Vivaldi” prende avvio un progetto di recupero. I giovani imprenditori di Confagricoltura Rovigo (Anga), l’istituto agrario di Sant’Apollinare e l’istituto penale minorile di Rovigo hanno avviato una collaborazione per realizzare un piccolo orto all’interno della struttura detentiva. L’iniziativa vedrà Anga Rovigo impegnata nella gestione e nel coordinamento del progetto, mentre la parte operativa sarà affidata ai tecnici dell’istituto agrario.










