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di Antonio Andreotti

Corriere del Veneto, 1 ottobre 2026

La Uil-penitenziari: “Servizio medico solo 5 ore al giorno, meno della metà degli agenti previsti”. A quasi dieci mesi dall’inaugurazione, l’8 gennaio scorso alla presenza anche del governatore Alberto Stefani, il carcere minorile “Vivaldi” continua ad avere problemi di carenza di organico come agenti (e non solo) e di sicurezza. Lo testimoniano due recenti visite, della Uil-fp (Funzione pubblica) penitenziari e del deputato bresciano di “Azione” (il partito del leader nazionale Calenda) Fabrizio Benzoni. In entrambi i casi il bilancio è problematico. Dopo la visita di ieri mattina Nicolino Budano, segretario regionale della Uil-fp penitenziari, parla di “situazione pesante”.

Per Budano la struttura in via Mazzini “è nata con la previsione di usare i cancelli automatizzati che però adesso vengono tutti utilizzati manualmente dagli agenti perché il meccanismo di apertura è troppo lungo. Ne consegue un aggravio di lavoro per gli operatori e anche una minore sicurezza, per via del possibile contatto coi detenuti”.

Il “Vivaldi”, poi, per Budano mostra ancora i segni delle insubordinazioni dei detenuti dei mesi scorsi. Su tutti, i fatti dell’11 aprile scorso, con un’indagine della Procura di Rovigo per rivolta e danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio in concorso. Quel sabato sera un quintetto composto da due moldavi, un ucraino, un bulgaro minorenne e un italiano hanno creato disordine rompendo vetri e danneggiando suppellettili. La protesta, iniziata a ora di cena, era rientrata attorno alle 23. Resta sempre carente, continua Budano, il numero di agenti al “Vivaldi”. E spiega: “Attualmente sono 26 su una previsione di 46. La buona notizia, anche se parziale, è che ne arrivano in servizio dieci il prossimo mese. I detenuti invece sono 27 su una capienza massima di 31. Il direttore del Minorile ci ha detto che la struttura non è del tutto piena di detenuti solo perché mancano numerosi agenti”.

Le problematiche riscontrate nella visita non finiscono qua. “Il servizio medico nella struttura è garantito solo cinque ore al giorno invece che dalle 7 alle 21 come sarebbe previsto. Quando ci sono problemi sanitari e manca il medico, non resta che chiamare il Suem-118”. Critico anche il deputato di “Azione” Benzoni, che ha visitato il “Vivaldi” nei giorni scorsi con una delegazione di militanti. Nell’annunciare un’interrogazione al Guardasigilli Carlo Nordio, il parlamentare bresciano ha riscontrato “una carenza di educatori nella struttura, tre invece dei sette previsti e di impiegati amministrativi, uno su nove da pianta organica”.

Benzoni si è intrattenuto anche con alcuni detenuti che gli hanno manifestato interesse per avviare un percorso di studi alla scuola alberghiera di Adria. “I ragazzi sanno che personale lavorativo come cuochi e camerieri è ricercato - afferma Benzoni - e col direttore del “Vivaldi” si è concordato di cercare di avviare un percorso come quello già partito con l’istituto agrario rodigino “Munerati”. La collaborazione col “Munerati” ha portato alla nascita di un orto etico, promosso dai giovani imprenditori di Confagricoltura Rovigo.

Due detenuti hanno imparato a coltivare angurie e meloni all’interno del carcere in un’area di circa 1.000 metri quadrati. Di recente, poi, al “Vivaldi” si è concluso anche il progetto “Racconti di comunità” condotto dall’associazione “Art Flood” attraverso il festival Deltarte, grazie al progetto “Horizon” di Caritas di Adria e Rovigo. I partecipanti hanno realizzato due opere pittoriche su pannelli ispirate all’arte urbana. E, al termine del laboratorio, gli organizzatori dell’iniziativa hanno evidenziato come alcuni detenuti abbiano uno spiccato talento artistico.