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di Alberto Lucchin


Il Gazzettino, 24 luglio 2019

 

Dopo anni di abbandono e silenzio, ieri mattina sono iniziati i lavori di ristrutturazione del vecchio carcere di via Verdi. Presto diverrà la sede del carcere minorile, in partenza dall'attuale casa circondariale di Treviso. Al termine dei lavori, che è presumibile dureranno parecchio tempo visto lo stato in cui si trova l'edificio, il costo per la trasformazione sfiorerà i 5 milioni.

In centro storico arriverà dunque il penitenziario minorile. Due settimane fa sono stati svolti i rilievi finali, durante i quali i tecnici incaricati dal ministero della Giustizia hanno controllato lo stato di salute dello stabile e svolto le ultime misurazioni, mentre ieri mattina hanno cominciato ad echeggiare tra le mura dell'ex carcere del capoluogo polesano i martelli pneumatici degli operai. Su quale sarà il risultato finale vige il più assoluto riserbo, tant'è che il Comune non ha nemmeno ricevuto la documentazione di inizio lavori come è previsto per molti altri interventi edilizi.

Su quante saranno le celle e come saranno dislocate, su quali saranno gli uffici, riguardo il dove sarà costruito il braccio riservato alla semilibertà degli adulti e molte altre informazioni è tutto top secret. L'unica cosa che è possibile fare è presumere che quell'edificio venga sostanzialmente rifatto praticamente da zero, visto lo stato in cui versava prima della sua chiusura e la lunga storia che porta sulla spalle.

Quelle mura, che dagli anni 30 hanno ospitato i carcerati rodigini, prima ancora erano parte del convento delle monache della Santissima Trinità. L'edificio compariva già nelle prime rudimentali carte stradali cittadine, disegnate a mano dai cartografi del 700, proprio vicino al Tempio della Rotonda. Più recentemente la casa circondariale rodigina era salita agli onori delle cronache nazionali per la cinematografica fuga di Susanna Ronconi nel 1983: un'autobomba, posteggiata lungo via Mazzini dal compagno della brigatista Sergio Segio, fece saltare un pezzo delle mura perimetrali, permettendo l'evasione alla terrorista veneziana. Nel 2016 è stata inaugurata la nuova casa circondariale rodigina, il cui cantiere era stato aperto nel 2007 dall'allora guardasigilli Clemente Mastella, e da allora il penitenziario del centro storico è rimasto vuoto e abbandonato, in preda alle erbacce.

La politica, nell'ultimo anno, ha fortemente dibattuto su questo progetto imposto dall'alto. L'Amministrazione Bergamin aveva intenzione di allargare l'adiacente palazzo di giustizia all'interno del vecchio carcere, spiegando di non volere i baby detenuti a Rovigo, ma era un progetto ormai impossibile da attuare visto lo stato in cui già si trovava il progetto di ristrutturazione.

Nel febbraio del 2018 l'ex ministro Andrea Orlando, nella relazione sullo Stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria, aveva anticipato che il Comitato paritetico dell'edilizia penitenziaria aveva approvato la destinazione della sede dell'ex Casa circondariale di Rovigo a istituto penale per i minori del Veneto.

A sancire in maniera definitiva l'arrivo in città di quel penitenziario, lo scorso aprile, era stata la presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, la deputata pentastellata Francesca Businarolo: "Il carcere minorile di Treviso è in cattive condizioni e ne è previsto il trasferimento a Rovigo: le cose sono in uno stato così avanzato che è già stata avviata la fase di avvio per l'adeguamento".