Il Gazzettino, 4 luglio 2019
Climatizzatore fuori uso: nel carcere di Rovigo detenuti, agenti e familiari fanno la sauna da tre settimane. Tanto che i sindacati della polizia Penitenziaria sono pronti a una protesta pacifica se il problema non si risolverà. Con la canicola anticipata degli ultimi 15 giorni nelle celle e nei locali adibiti alla sorveglianza la colonnina di mercurio ha raggiunto anche i 41 gradi.
Temperature che mettono a dura prova chi nella casa circondariale ci vive e ci lavora. Aggiungendo, nel caso dei detenuti, un'ulteriore pena a quella che già stanno scontando. Ma anche tra le guardie non sono mancati i disagi a causa del caldo soffocante: alcune di loro hanno avuto un calo di pressione durante il turno di lavoro.
A nulla sono serviti finora i numerosi solleciti inviati dalla Cgil alla direzione del carcere con la richiesta di risolvere il problema all'impianto di climatizzazione.
"Abbiamo ottenuto soltanto rinvii afferma Giampietro Pegoraro, rappresentante del sindacato prima posticipavano di settimana in settimana, adesso rinviano di giorno in giorno. Ma se alla volta di lunedì i condizionatori non saranno operativi, organizzeremo un sit-in insieme alle altre sigle sindacali. È un disagio per noi, per i detenuti ma anche per i familiari che vengono a fare visita. Il carcere è una struttura di cemento armato che si riscalda facilmente. Persino i giudici che vengono qui per gli interrogatori si sono lamentati per le temperature troppo elevate".
L'impianto di condizionamento quest'anno non è ancora entrato in funzione: un mese fa una ditta è intervenuta per il controllo di routine prima di azionarlo, riscontrando però alcune anomalie risolvibili sostituendo dei componenti. I pezzi sono stati ordinati ma, a quanto pare, devono ancora arrivare. A chi entra in carcere a Rovigo, insomma, non si può proprio dire che starà al fresco. Almeno per il momento.









