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rovigo.news, 17 febbraio 2026

Alla Casa Circondariale di Rovigo prende forma un percorso innovativo che unisce istituzioni e territorio per trasformare la detenzione in un’occasione concreta di crescita, professionalizzazione e reinserimento sociale. Un sentito ringraziamento al direttore della Casa Circondariale di Rovigo, Mattia Arba, e al presidente di Formedil Rovigo, Paolo Ghiotti, per aver creduto con convinzione in un progetto che mette al centro formazione, lavoro e reinserimento sociale. È da questa collaborazione che nasce un’iniziativa capace di trasformare la detenzione non solo in un momento di pena, ma in una concreta occasione di crescita personale e di futuro.

Determinante anche il lavoro di raccordo istituzionale della deputata Nadia Romeo, che sottolinea: “È stato un onore e un orgoglio, come parlamentare, mettere in contatto due realtà così importanti del territorio, accomunate dalla volontà di costruire percorsi di inclusione e futuro”.

Un impegno concreto per la formazione - Sin dal suo arrivo alla guida dell’istituto penitenziario, il direttore Mattia Arba ha impresso un forte impulso allo sviluppo di attività formative e lavorative rivolte ai detenuti, nella convinzione che la formazione sia uno strumento fondamentale per favorire autonomia, dignità e reintegrazione sociale. All’interno della struttura sono già operative esperienze significative: uno spazio dedicato al confezionamento di cerotti medicali e un progetto, attualmente in fase di allestimento, che porterà alla realizzazione di una panetteria interna. Iniziative che rappresentano primi, importanti passi verso un modello di carcere orientato alla responsabilizzazione e alla crescita personale.

La scuola edile entra in carcere - A queste attività si affianca ora un progetto di più ampio respiro, reso possibile anche grazie all’ampliamento della struttura con la costruzione di un nuovo padiglione. L’obiettivo è portare all’interno del carcere i percorsi formativi della scuola edile, realtà di eccellenza del territorio polesano. Il programma mira a formare professionisti dell’edilizia attraverso corsi aggiornati alle tecnologie più moderne, rispondendo a una domanda di mercato sempre più forte e offrendo ai partecipanti concrete possibilità di inserimento lavorativo immediato al termine del percorso. L’avvio di questa nuova fase è previsto nei prossimi mesi, il tempo necessario al completamento del nuovo padiglione. Ma il significato dell’iniziativa va oltre la sola formazione professionale.

Un investimento per tutta la comunità - Investire nel lavoro all’interno del carcere significa costruire valore sociale per l’intera comunità. I dati dimostrano che chi trova un’occupazione stabile dopo la detenzione ha molte meno probabilità di tornare a delinquere. Percorsi come questo rappresentano quindi anche un importante tassello per la sicurezza collettiva. Il lavoro, inoltre, restituisce dignità e responsabilità alla persona, contribuendo - come spesso ricordato - a nobilitare l’uomo e a rafforzare le basi di una società più giusta e coesa. A Rovigo, grazie alla sinergia tra istituzioni e territorio, il carcere si conferma così non solo luogo di pena, ma anche spazio di opportunità e rinascita.