di Giacomo Capovilla
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2021
Potrebbe arrivare a Rovigo una quota consistente di detenuti positivi a Covid del Triveneto. Il carcere, individuato insieme a quello di Trento in quanto di nuova generazione, dovrebbe ospitare 34 detenuti contagiati. Un problema serio, secondo i sindacati della Fp-Cgil Polizia penitenziaria, a causa della grave carenza di personale, la mancanza di medici e attrezzature sanitarie e l'assenza di protocolli per gestire i detenuti positivi e il loro eventuale ricovero.
"Rovigo è designata come eventuale luogo per detenuti positivi al Covid - spiega Gianpietro Pegoraro, coordinatore regionale della Fp-Cgil polizia penitenziaria. Come sindacato abbiamo chiesto aiuto al sindaco e al prefetto per evitare di ghettizzare le persone. Il provveditorato (amministrazione penitenziaria a livello decentrato, ndr.), che non vuole sentire ragioni, ha individuato Rovigo per far confluire 34 detenuti (attualmente ce ne sono 240) di media e alta sicurezza da tutto il Triveneto. Non è chiaro perché, in un periodo in cui sono vietati gli spostamenti tra regioni, questi vengano fatti per i detenuti.
La decisione è definitiva, ma al momento non è ancora stata attuata perché, per ora, gli istituti sono riusciti a contenere la diffusione del contagio. A Venezia ci sono 38 detenuti positivi. Se la situazione degenera è probabile che vengano trasferiti a Rovigo. In ogni istituto - prosegue Pegoraro - ci sono reparti di isolamento, per motivi di disciplina o di salute. Quando è scoppiata la pandemia il Dap (dipartimento per l'amministrazione penitenziaria) ha detto di usare quei reparti per i positivi. A Rovigo abbiamo cinque stanze per questa finalità.
In caso sia positivo al Covid un detenuto deve rimanere in isolamento per 14 giorni. A differenza di Venezia, la situazione in Polesine è migliore perché i tamponi sono stati fatti subito e a tappeto. I 34 posti per i positivi - prosegue il coordinatore regionale - dovrebbero essere ricavati da uno dei due reparti detentivi al primo piano.
La scelta è ricaduta su Rovigo e Trento perché sono istituti penitenziari di nuova generazione, in quanto dotati di videosorveglianza e di apertura automatica dei cancelli (non delle stanze). Queste motivazioni non sono sufficienti secondo noi. Non abbiamo abbastanza personale per garantire la sorveglianza, mancano medici e infermieri e non ci sono attrezzature nel caso in cui un positivo peggiori. Non è chiaro né come né dove ricoverare i possibili casi gravi.
Il provveditorato è stato l'unico che ci ha risposto dicendo di applicare il protocollo anti-Covid, all'interno del quale non era però previsto l'arrivo di 34 nuovi posti per positivi. Non esiste un piano che stabilisca come operare all'interno dei reparti Covid. Il provveditorato ha preso una decisione senza considerare che il personale è insufficiente e non formato per gestire dei positivi. Attualmente siamo in 124, quando invece dovremmo essere 180".











