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di Antonio Andreotti e Natascia Celeghin

Corriere del Veneto, 7 dicembre 2023

Proposta per evitare il processo ai tre allievi coinvolti negli spari alla docente del “Viola Marchesini” Gli avvocati della parte lesa: “Andremo all’incontro ma l’idea è quella di procedere con la querela”. In corso tentativo ufficiale di mediazione penale per i tre giovani studenti che l’11 ottobre 2022, all’epoca tutti quattordicenni e in Prima superiore, colpirono al volto la docente di Scienze e Biologia Maria Cristina Finatti. La professoressa fu raggiunta da due spari di una pistola ad aria compressa durante una lezione in una classe dell’istituto di Istruzione superiore “Viola-Marchesini” di Rovigo. A immortalare il tutto un video girato da uno dei tre ragazzi, diffuso sui social e diventato virale. Un caso che ebbe enorme clamore mediatico, anche a livello nazionale e che innescò una querela della docente per lesioni, atti persecutori e diffamazione a mezzo social.

L’indagine della Procura minorile di Venezia nei confronti dei tre studenti è ancora aperta e, come sempre in questi casi, non sono note le contestazioni penali mosse. Nella procedura proposta alla Finatti il mediatore incontrerebbe la professoressa (avvocati Tosca Sambinello e Nicola Rubiero) perché, si legge nel testo presentato alla docente, “racconti quanto vissuto e poi partecipi ad un eventuale e successivo incontro di mediazione”. Gli obiettivi della procedura, come si legge nel sito Internet del ministero della Giustizia, sono di criterio riparativo. L’autore del reato viene stimolato al confronto con le conseguenze delle sue azioni. La vittima viene contattata, informata, sostenuta non alla fine del processo burocratico, ma lungo tutto il percorso giudiziario, fin dal momento in cui ha subito il reato, essendo messa così nella condizione di conoscere e capire. Per la società, vengono promossi valori e modelli nuovi, volti a superare la contrapposizione ideologica e morale fra reo e vittima.

Cauti gli avvocati Sambinello e Rubiero che assistono Maria Cristina Finatti. “Andremo a Mestre all’incontro proposto e l’insegnante sarà ascoltata, anche se in linea di massima l’idea è quella di andare avanti con la querela. Siamo soddisfatti però che il Tribunale ha dimostrato interesse per la denuncia, mostrando attenzione agli atti di bullismo che l’hanno vista coinvolta”. Certo, conclude il legale “se i ragazzi dovessero dimostrare ravvedimento o pentimento, può essere che ritiriamo la querela”.

Quella mattina dell’11 ottobre dell’anno scorso, pare per una sfida social tra alcuni studenti, vennero sparati due colpi che colpirono al volto la Finatti con tanto di ripresa col cellulare della “performance”. Scattò d’ufficio una denuncia per interruzione di pubblico servizio a carico dei tre 14enni ritenuti dalla Procura dei minori autori del fatto. La docente poi l’8 gennaio scorso decise di querelare tutta la classe per percosse e diffamazione a mezzo social. Le scuse collettive alla docente arrivarono a fine gennaio, ma non vennero accettate dalla docente che le ritenne “forzate”. Finatti, dopo il fatto dell’11 ottobre, venne sollevata dall’insegnamento in altre due classi del biennio oltre alla Prima teatro dell’episodio. Lo scorso marzo la docente venne sentita dalla Settima commissione Cultura, Istruzione pubblica, Ricerca, Spettacolo e Sport del Senato, invitata in audizione incentrata sul tema delle violenze a scuola alla presenza del ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. A fine anno scolastico bocciato, per scarso rendimento, solo lo studente che aveva portato a scuola la pistola. Promossi gli altri due, anche con voto positivo in Condotta.