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rovigooggi.it, 31 dicembre 2019


Carenza di personale, pochi ispettori, una parte del Carcere di Rovigo accoglie anche detenuti appartenenti ad organizzazioni criminali di stampo mafioso e con regime di Alta sicurezza. Ispezione della Federazione nazionale Sicurezza della Cisl al Carcere di Rovigo, coadiuvati dalla Segreteria Regionale Fns del Veneto, per verificare le situazioni di questo nuovo Istituto penitenziario, una complessa struttura in evidente sviluppo rispetto al modello dalla sua iniziale apertura circa 3 anni prima. "Siamo stati accompagnati ed informati ai nostri quesiti dal direttore Taiani e dal comandante Milani, che ringraziamo per la disponibilità offerta alla nostra delegazione nella visita in questione.

Con una specifica lettera - evidenzia Pompeo Mannone - indirizzata al Capo del Dap Basentini, al direttore generale del personale Parisi ed al Provveditore del Triveneto, Sbriglia, questa Segreteria Nazionale ha inteso segnalare molte situazioni che per la loro complessità e gravità non riteniamo dover rendere note pubblicamente ed è per tale motivo che la nostra iniziativa l'abbiamo riservata ai Vertici Dap". "Molte delle situazioni che abbiamo personalmente verificato risultano segnalate da tempo dalla Direzione della Casa Circondariale e dal Comandante del Reparto di Polizia penitenziaria, un aspetto questo che c'impegna a ricercare adeguate risposte dai Superiori Uffici.

Sul nuovo Istituto di Rovigo insistono a nostro avviso molti errori di valutazione, sia in sede di progettazione che di realizzazione, oltre al fatto che il cambio di destinazione dei circuiti penitenziari in Veneto portano questo nuovo carcere a dover gestire non più comuni detenuti di media sicurezza ma anche una importante quota di detenuti in regime di Alta Sicurezza, appartenenti ad organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Abbiamo pertanto segnalato le carenze, gli strumenti necessari, le modifiche strutturali da apportare, affinché non si debbano fronteggiare criticità insite nel sistema organizzativo. Anche vari aspetti tecnici interni sono stati oggetto di segnalazione, non solo per la sicurezza del servizio ma anche per le tutele in termini di salubrità e sicurezza del personale. Ai vertici del Dap questa Segreteria Nazionale ha chiesto di voler disporre con urgenza le necessarie verifiche ed interventi perché questa nuova realtà penitenziaria non arrivi al collasso organizzativo e strutturale prima ancora di aver trovato/provato un proprio assetto che garantisca i corretti livelli di sicurezza e la garanzia di assicurare i diritti soggettivi al personale.

La carenza di organico appare grave, soprattutto verso i ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti, costringendo il personale del ruolo agenti/assistenti (fortunatamente molti giovani) di proseguire a vedere affidati - in certe fasce orarie - certi servizi di elevata responsabilità operativa ad Agenti.

Vigileremo e pretenderemo un impegno da parte del Prap del Triveneto e del Dipartimento Centrale perché la Casa circondariale di Rovigo non sia lasciata alle proprie difficoltà senza che nessuno li ascolti e ponga rimedio per ciò che è necessario fare". Il vero problema è che i mafiosi in Carcere a Rovigo ci sono già, sono almeno 100 i detenuti pericolosi detenuti nella Casa circondariale, tutti con gravi reati sulle spalle.